Servizio fotografico newborn: la nostra esperienza e perché consigliamo di farlo

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SERVIZIO FOTOGRAFICO NEONATO: LA MIA ESPERIENZA

«Dovrò fotografarlo quando avrà 10, al massimo 15 giorni: perché poi, sai, i neonati cambiano così velocemente», mi aveva detto al telefono con la sua voce limpida e rassicurante. Io avevo il pancione e, anche se avevo provato a immaginarmela centinaia di volte, neppure una vaga idea di che faccia avrebbe avuto il mio bambino (e neppure di come avrei fatto, in pieno dicembre e con un neonato minuscolo, ad avventurarmi per sottoporlo a un servizio fotografico). Lei è Erika Citriniti (Foto di Cioccolata), fotografa newborn, professionista attenta e appassionata, mossa da un talento naturale – basta guardare i suoi scatti – e da una grande sensibilità per l’universo dei piccolissimi. Ero all’ottavo mese di gravidanza quando ho fissato l’appuntamento per il servizio fotografico newborn del mio bambino. E se tornassi indietro, lo rifarei: quella giornata è uno dei ricordi più belli che porto con me dei primi giorni di vita di mio figlio.

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Scegliere di far fotografare mio figlio da una professionista mi ha permesso di custodire per sempre lo stupore di quei primi attimi della nostra famiglia. Sono fermamente convinta, però, che in pochi abbiano la capacità di approcciarsi nella giusta maniera alla bellezza estremamente fragile di un essere appena venuto al mondo. Non ci si può improvvisare fotografi newborn: non si tratta solo di scattare, ma anche di creare una sintonia con il bimbo, di metterlo a proprio agio, di saperlo fasciare e “maneggiare con cura”. Affidate i vostri bambini alle mani esperte di chi ha studiato e acquisito gli strumenti adatti a questo particolare e delicato settore della fotografia.

FOTOGRAFIA NEWBORN

«La mia parola, quella nella quale mi riconosco di più, è la parola “sento” – racconta Erika – mi piace che emerga dalle fotografie quello che sento io e spesso, nel mio lavoro, mi emoziono proprio». Approda alla fotografia newborn grazie a un workshop dal quale torna «illuminata», dice. «Avevo trovato qualcosa che veramente mi appassionava, avevo tantissima voglia di imparare».

Fotografare la vita a 15 giorni mi sembrava qualcosa di incredibile: essere tra i primi sguardi, tra le pochissime persone che un bambino vede appena venuto al mondo. La vita appena nata, trovarmi tra le mani qualcosa di così prezioso, lo trovavo qualcosa che valesse davvero la pena fotografare

servizio fotografico neonato

Inizia a studiare prima da sola, poi con altri corsi tenuti in Italia da fotografe specializzate come Paloma Schell («Nel nostro Paese siamo ancora molto acerbi in questo campo»), partecipa a diverse edizioni del Cifoto, il primo congresso di fotografi di famiglia e newborn.

SERVIZIO FOTOGRAFICO NEWBORN: COME SI SVOLGE

«La sessione può durare da una a 5 ore, non do mai un tempo stabilito: quando una famiglia viene da me le dedico tutto il tempo necessario, voglio che questo sia uno dei primi ricordi belli oltre che un’esperienza piacevole per la famiglia: se i genitori sono a proprio agio, allora il bambino è tranquillo», spiega Erika Citriniti. Ho seguito le sue indicazioni: quando siamo arrivati nel suo studio, le ho affidato il piccolo, che lei ha tranquillizzato e fasciato, mentre noi genitori ci siamo rilassati bevendo una tisana e scattando a nostra volta qualche foto.

Un consiglio per i genitori? «Devono stare calmi e tranquilli, devono assolutamente rilassarsi e godersi il momento, perché penso a tutto io». Erika ascolta i bisogni di ogni neonato e li asseconda. Nel nostro caso, ha intuito che Lorenzo stava a suo agio contenuto da una fascia piuttosto che nudo, e lo ha fotografato sempre fasciato, senza forzare. Gli elementi decorativi che ha usato sono pochi, essenziali, dai colori delicati.

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Il mio approccio alla fotografia newborn è molto naturale, uso degli accessori ma i colori sono sempre tenui, voglio che si veda il bambino così com’è, non voglio che diventi una bambola. Voglio che sia qualcosa per festeggiare e celebrare la vita

Erika aveva preparato per noi alcuni semplici set dove ha scattato le foto a Lorenzo, assecondando i suoi movimenti naturali per le pose; poi è passata a fotografarlo fra le mani del papà e fra le mie, e infine a qualche scatto di famiglia, che ci ritrae tutti e tre. Prima di incontrarci ci aveva inviato un file con tutte le indicazioni su come si sarebbe svolta la sessione e su cosa sarebbe stato più opportuno indossare.

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La famiglia ha la possibilità di visionare i provini delle foto – alcune delle quali sono presentate già postprodotte – e sceglierne 10. Dopo la postproduzione, i genitori incontrano nuovamente Erika per la consegna di una chiavetta con le 10 foto in formato stampabile, molto grandi in alta definizione. «Per l’occasione aggiungo sempre un regalo a sorpresa per la famiglia, di solito una stampa», aggiunge.

Si possono acquistare diversi pacchetti e richiedere un preventivo. Nel nostro caso abbiamo scelto di tenere private le foto; per i genitori che firmano la liberatoria per la diffusione degli scatti sui canali di Foto di Cioccolata, invece, sono previsti dei file in omaggio.

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REPORTAGE DI FAMIGLIA

Nel portfolio di Foto di Cioccolata potrete trovare presto una nuova proposta: si tratta del reportage di famiglia. Dopo un workshop intensivo con il brasiliano Renato DPaula, incontrato al Cifoto 2019, Erika Citriniti lo ha seguito nella realizzazione del documentario fotografico di una famiglia di Mantova. «La sua metodologia è quella di entrare in profonda relazione con la famiglia – spiega Erika – seguirla nella sua routine per 24 ore. Li abbiamo seguiti in ogni momento, da quando si lavavano i denti alla nanna, e poi a scuola, al parco, abbiamo anche dormito nella loro casa, il tutto con grande discrezione. Vorrei aprire questo tipo di mercato in Italia».

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