Come liberarsi dal pensiero dell’ex (e iniziare una nuova vita serena)

Superare una relazione che finisce non è mai impresa semplice; a prescindere dal fatto che siamo stati noi a prendere la decisione o che l’abbiamo subita, le difficoltà, in forma diversa, si presentano comunque. Con tutti i distinguo del caso, la fine del rapporto sentimentale è un lutto (inteso come perdita) a tutti gli effetti: di come ci sentivamo con quella particolare persona o dell’immagine che avevamo dell’altro e che inevitabilmente è cambiata nel tempo, della prospettiva futura che avevamo costruito con il partner. A me personalmente un paio di volte è capitato, alle persone a cui voglio bene anche, e per questo ho cercato di fare chiarezza.

Ho chiesto ad Edoardo Vassallo, psicologo e psicoterapeuta lavora privatamente nello studio Milanopsy in via Tadino a Milano ed è coordinatore clinico del servizio di Psicologia Clinica e Psicoterapia del Centro Medico Santagostino di Milano, di aiutarci a capire come sfuggire alle sabbie mobili del rimpianto e ad affrontare questo momento di inevitabile fatica in modo costruttivo, sia che tocchi a noi o ad una nostra amica, per darle i consigli giusti.

COME LIBERARSI DEL PENSIERO DELL’ EX

Comprendere come mai è accaduto. Inevitabile partire da qui. “Che la relazione sia finita per decisione nostra o dell’altro, è fondamentale avere bene in mente le ragioni per cui è finita”, spiega Edoardo Vassallo. “Se le ragioni sono le nostre, tenerle a mente ci aiuterà nei momenti in cui il ricordo si tingerà di rosa e ci preserverà dall’istinto di tornare indietro. Se le ragioni sono dell’altro, invece, è spesso inutile se non dannoso cercare a tutti i costi di capirle fino in fondo. Meglio prenderle così come ci vengono presentate e accettare il fatto che all’altro siano state sufficienti a decidere di interrompere la relazione”.

Lasciarsi il tempo necessario per elaborare la fine. Comunque sia andata, se la relazione è stata significativa, non è detto si superi né in una settimana né in un mese. “Ci vorrà il tempo che ci vorrà”, illustra lo psicoterapeuta. “Sono tollerati i rimpianti rispetto a come sarebbe potuta andare (finché rimangono solo pensieri che ci teniamo per noi e non corriamo dall’ex a condividerli), i momenti di solitudine, la sofferenza: ci sta tutto. Basta che ricordiamo che i sentimenti, come le emozioni, passano soprattutto se non vengono nutriti. Diamoci quindi il tempo di lasciarli sfiorire a poco a poco e confidiamo nel fatto che un giorno ci sveglieremo e, senza nemmeno rendercene conto, non ci saranno più”.

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COME ALLONTANARE UN EX

Cancellare il numero dell’ex: rimanere amici è una pessima idea. Spesso un’amicizia è il punto di partenza e una delle fondamenta su cui viene costruita una relazione sentimentale significativa. “Tornare al “passo precedente” può sembrare un modo per non dover rinunciare all’altro, ma è troppo alto il rischio di dare adito a fraintendimenti (quando si parla di intimità, è molto difficile tornare indietro) o illuderci che l’altro possa ancora far parte in modo diverso della nostra vita, lasciando comunque nell’aria aspettative che già sappiamo saranno deluse (alla fine ci abbiamo già provato, no?)”.

Buttare i regali dell’ex: bando ai ricordi. Il libro o il soprammobile comprato insieme in quel negozietto visto per caso nell’ultima vacanza, la t-shirt del concerto, la lampada scelta insieme per il tavolino del soggiorno sono ricordi potenzialmente preziosi ma non quando stiamo cercando di uscire da una relazione. “Se non ce la sentiamo di sbarazzarcene (magari per sostituirli con nuovi ricordi costruiti con qualcun altro) meglio comunque metterli in uno scatolone, possibilmente lontano dalla nostra portata, onde evitare lunghe camminate sul viale dei ricordi che in questo momento rischiano di essere deleterie. Nel caso li riprenderemo più in là, quando quei ricordi non più così dolorosi o comunque non rappresenteranno più una tentazione”.

Smettere di seguirlo sui social. Se ci diciamo che è finita, è finita. E se è finita, non serve guardare chi sta frequentando, dove va in vacanza, se nelle foto si intravede una nuova conquista, se si diverte. Magari per un po’ ci augureremo che soffra le pene dell’inferno e che si renda conto di quanto è misera la sua vita senza di noi ma è bene fare lo sforzo attivo di ricordarsi che “la sua vita è la sua, la nostra è la nostra ed è su quella che è importante concentrarsi (anche perché è l’unica che ci è dato cambiare). Quindi, per quanto possibile, meglio stare alla larga da Facebook e affini”.

COME SMETTERE DI PENSARE ALL’EX

Smettere di pensare all’ex: evitare di parlarne. Una delle cose più comuni che accade quando ci si lascia è di passare le settimane successive a raccontare ad amici e conoscenti com’è andata, ribadendo le nostre ragioni o cercando conforto rispetto a quanto assurde siano quelle dell’altro. “In un momento di fragilità e insicurezza come questo è naturale cercare conferme all’esterno ma è facile scivolare nel rischio che, anche nell’assenza, l’altro monopolizzi la nostra vita (specie i momenti in cui invece potremmo svagarci). Quindi bene leccarsi le ferite, bene farsi aiutare a lenirle e sfogarsi ma meglio provare il prima possibile ad evitare l’argomento, anche solo come palestra per allenarci a pensarci senza l’altro”.

Circondarsi di persone positive. In questo particolare periodo “ci servono persone che ci siano d’appiglio, standoci vicino nel momento in cui sentite la necessità di espellere la sofferenza ma anche che sappiano trascinarci al di fuori delle sabbie mobili, quindi che ci aiutino a ritrovare spazi di svago e divertimento nelle giornate in cui ci è difficile pensarci di nuovo felici. Soprattutto in questo momento, dunque, cerchiamo di frequentare soprattutto amici e conoscenti che siano in grado di empatizzare con noi e darci un’iniezione di vitalità, lasciando gli altri a momenti in cui ci sentiremo più solidi e saremo in grado a nostra volta di essere d’aiuto”.

Coccolarsi. In ogni momento di sofferenza può capitare di aver bisogno di uno sfogo, quindi, se avevamo nel cassetto qualche sogno da realizzare o qualche sfizio da toglierci, è il momento di farlo. “Coccolarsi, però, non vuol dire solo pensare alla gratificazione momentanea (che solitamente se ne va tanto velocemente quanto è arrivata) ma anche pensare a fare qualcosa per noi che possa darci soddisfazione reale. Bene quindi lo shopping nel momento del bisogno ma iniziamo anche a prenderci cura realmente di noi, ad esempio dedicando più tempo al cucinare quello che ci piace o ad attività che ci fanno bene (esercizio fisico, cura di sè) e che avevamo lasciato ai margini. Spesso ci si trova a scoprire che siamo in grado di farci del bene anche da soli: anzi, soprattutto da soli”.

(Ri)Focalizzarsi sui propri obiettivi. “Ripartire da noi stessi e pensarci senza l’altro permette di dare spazio alle nostre priorità, alle nostre esigenze e ci dà la possibilità di investire sulla nostra persona (uscendo quindi da una dimensione di prospettiva limitata solo alla coppia), magari dando vita a un progetto che da tanto tempo avevamo depositato in un cassetto. Cambiare lavoro, fare quel viaggio che sognavamo, imparare una nuova lingua oppure prenderci un animale da compagnia”. In questo caso la fine di una relazione può davvero diventare un’occasione per prendere in mano le redini della nostra vita e portarla dove prima non pensavamo potesse andare.

Accettare la possibilità di aspettare. “Una delle tentazioni più grandi, nel momento di sofferenza o di solitudine, è di cedere alla paura (umana) che non saremo più in grado di essere felici o di illuderci che in fondo avevamo già quello che volevamo (nonostante in realtà non abbia poi funzionato). Anche se siamo sufficientemente bravi da non tentare di tornare sui nostri passi, il rischio è di non riuscire più ad immaginarci felici e di tuffarci immediatamente in una nuova relazione, pur di non rimanere soli. Se ci muoviamo nell’affanno di lenire una sofferenza, difficilmente riusciremo a trovare un rapporto che ci soddisfi davvero. Meglio ripartire da noi stessi, cercare di arrivare ad un punto in cui ci sentiamo sereni in quella solitudine e sarà allora molto più facile riuscire a guardare con chiarezza quello che ci circonda e, se ci capiterà l’occasione giusta, coglierla. In fondo si tratta pur sempre di tornare a fidarci di noi stessi”.

 

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