Come sopravvivere al mare con un bambino piccolo, i nostri consigli

consigli per sopravvivere in spiaggia con bimbo piccolo

MARE CON BAMBINO PICCOLO

Scordatevi i tempi in cui scendevate in spiaggia leggiadre come piume al vento in prendisole, infradito, cappello da diva e borsa di paglia con dentro acqua fresca, crema abbronzante e l’ultimo numero della vostra rivista preferita: se avete un bambino piccolo al seguito (e non avete due o tre tate a disposizione), il vostro equipaggiamento da mare sarà più similare a quello di uno scout in partenza per il campo.

Andare in vacanza soli con i bambini è un meraviglioso privilegio, ma se non si parte adeguatamente attrezzati è possibile che l’esperienza si trasformi in un piccolo incubo.

Qui di seguito vi diamo qualche consiglio pratico che ci ha di molto facilitato la vita (e l’ha resa sicuramente migliore anche alle nostre marmocchie). Il primo è MAI, MAI, MAI e poi MAI andare da sole (a meno che non siate proprio costrette), va bene anche la suocera in questi casi!

AL MARE CON BAMBINI PICCOLI CONSIGLI

1. Il borsone
Portatevi un borsone tipo quelli della piscina, ad apertura orizzontale, così frugarci dentro con bambino bagnato in braccio alla ricerca dell’asciugamano sarà più facile.

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2. I sacchettini trasparenti
Mettete pannolini e costumino di cambio in un bel sacchettino trasparente (io faccio consumo massivo di quelli dell’Ikea) così al momento del cambio è tutto sotto mano. In un altro potrete mettere gli indumenti bagnati se non avete il tempo di farli asciugare al sole.

3. Costumino mon amour
Per evitare l’effetto plastica-su-pelle-bagnata (che non è proprio il massimo), in acqua e in spiaggia opto per il costumino. Ho scelto quello con i bottoncini che si può regolare seguendo la crescita del bambino. Al momento non ho mai avuto problemi: nel caso, una veloce sciacquata in acqua risolverà ogni inconveniente.

3. Telo e controtelo
Personalmente ho trovato utilissimo stendere prima un telo impermeabile (ottimo quello della Decathlon) e poi sopra gli asciugamani, così se si deve avvolgere il bambino infreddolito in modalità anguilla non si calcifica con la sabbia.

4. Universo giochi
Non serve portare l’arsenale dello scavo di Frozen, mini camion e betoniere, gonfiabili a forma di unicorno o flamingo (mi duole tantissimo ammetterlo, ma a un anno e mezzo non li guardano neanche). A questa età una piccola palettina e un paio di contenitori dove travasare la sabbia sono già il massimo della vita.

5. Approccio con il mare
Io sono per la gradualità e ho infilato la bambina in una fantastica e leggerissima mini piscina portatile (sempre Decathlon). Lei per un paio di settimane ha sguazzato lì dentro guardinga, poi si è lanciata in mare. Approccio con le onde risolto.

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6. Crema spray
Ho provato quelle in tubetto e mi si trasformava in una statua di sabbia tempo 7 minuti dall’ingresso in spiaggia. Ovviamente non c’era modo di fare seconde e terze applicazioni uniformi. Con quella spray è tutta un’altra vita. Meglio poi spalmarla a casa (e rimetterla in spiaggia), in modo da evitare pianti e ululi a beneficio del pubblico in bikini.

7. Lo “scafandro”
Se poi siete in zone davvero molto soleggiate (noi eravamo alle Canarie) e la crema non vi sembra sufficiente potete dotare il vostro pargolo di un praticissimo costume per bambini blocca raggi uv.

8. La buca
La marmocchia trova esaltante guardarmi mentre scavo una buchina dove lei può entrare e uscire da sola (poco profonda) per un centinaio di volte. Cento davvero, non per dire.

9. Cappellino e occhiali da sole
Il “must have” della spiaggia per un bambino piccolo è il cappellino che generalmente dura sulla sua testa dai 2 ai 3 secondi. Io ne ho trovato uno in jersey che si infila e si fa fatica a togliere e che uso anche in acqua a mo’ di cuffia. Per proteggere gli occhi invece ho optato per degli occhiali da sole con l’elastico dietro, gli unici che non riesce a togliersi nel momento stesso in cui glieli infilo.

10. Il telo per la nanna
Il mare, si sa, stanca. È facile che i piccoli si addormentino. Utilissimo in questo caso è un telino asciutto per coprirli quando si stanno riposando all’ombra.

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11. La spiaggia giusta
Non sempre si può scegliere ma, nel caso, semplificatevi la vita e scegliete una spiaggia attrezzata. Trovare il fasciatoio e il lavandino fatto apposta per docciare la piccola per me è stato risolutivo.

12. La capannetta (solo in extremis)
I piccoli non si possono portare in spiaggia nelle ore più calde del giorno: ecco perché quando ci siamo ritrovati a Marina di Pisa alle 12 con un caldo atomico (e senza ombrellone in macchina) ci siamo sentiti dei genitori degeneri all’idea di portarla in spiaggia. Ma la necessità di un “puccetto” ha prevalso: così abbiamo risolto l’inconveniente costruendo una capannina con gli asciugamani fissati al passeggino in cui abbiamo riparato l’infante. Utili sono anche le tende che proteggono dai raggi UV.

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13. Il tubo di gomma
È bellissimo mettere la marmocchia in acqua e vederla sguazzare felice. Per i primi 10 minuti. Poi il colpo della strega, una contrattura alla spalla, o un blocco alle dita, vi faranno desistere e guarderete la battigia con occhio complice. Per farle fare il bagno senza bisogno di una protesi ho seguito il consiglio che ci ha dato Paola, l’istruttrice del corso di acquaticità neonatale che abbiamo fatto questo inverno, e ho portato in spiaggia il classico tubo da piscina. Ci sarebbe un connettore da mettere alle estremità per avvicinarle e realizzare il cosiddetto “motoscafo” dove far aggrappare la piccola. Io non l’ho trovato disponibile e mi sono arrangiata con un elastico.

14. Generi di prima necessità
La possibilità che il piccolo debba bere o fare uno spuntino nelle ore in cui lo portate al mare è del 99%. Non dimenticatevi quindi il necessario per sfamarlo: io ho trovato utili gli omogeneizzati di frutta con il tappo (per poterli richiudere in caso di avanzi) e i bavaglini monouso per evitare di sporcare tutto.

Zelia e Alice

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