‘La musica del silenzio’, il laboratorio inclusivo per ascoltare con il corpo (VIDEO)

musica per bambini non udenti

MUSICA PER NON UDENTI, IL LABORATORIO LA MUSICA DEL SILENZIO

“La musica per non udenti sembra una cosa impossibile e invece non lo è. Il laboratorio nasce per dimostrare che l’inclusione è possibile a qualsiasi livello“. Così Francesca Frediani, responsabile de La Grande Fabbrica delle Parole – laboratorio gratuito di scrittura creativa per bambini e ragazzi in età scolare – ci presenta la sfida de “La musica del silenzio“, un laboratorio inclusivo per ragazzi con disabilità uditiva che si pone l’obiettivo di rendere concreto per tutti i partecipanti l’ascolto della musica. Con il corpo, le vibrazioni, i gesti e la danza.

La musica può essere trasformata in vibrazione e movimento e fondersi con il corpo. I ragazzi diventano musica

Ideato da Francesca Frediani in collaborazione con Caterina Basso, danzatrice contemporanea, il progetto è reso possibile grazie al contributo del Pio Istituto dei Sordi e alla collaborazione con il Museo degli Strumenti Musicali del Castello Sforzesco di Milano.

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Quello che potete vedere nel video dove abbiamo raccontato ciò che è accaduto durante il laboratorio “La musica del silenzio” è frutto di un anno di lavoro – lungo e profondo – al quale anno partecipato il violoncellista Kerem Brera, Sara Adobati per la traduzione in Lingua dei Segni; Francesca Tagliabue, Leonardo Rasulo e Francesca Tasso, responsabile dei Musei del Castello Sforzesco.

GUARDA IL VIDEO!

Non importa se non capisci, segui il ritmo”: la frase dell’artista Maria Lai – scritta sulla porta della Grande Fabbrica delle Parole – all’inizio del laboratorio “La musica del silenzio” viene ripetuta, così da accompagnare i ragazzi nel percorso, dall’inizio alla fine. E quel ritmo si trova: comune a tutti – ragazzi udenti e non udenti fra i 10 e i 15 anni, e fra questi alcuni che parlano la lingua dei segni e altri che non la usano.

I ragazzi ascoltano prima il proprio respiro, imparano a riconoscerlo. E poi a “respirare” con le mani, con le braccia, la schiena, le gambe. Con tutto il corpo, che è strumento per sentire la musica del violoncello e per farsi – loro stessi – musica.

musica per non udenti laboratorio

E accanto al movimento, ecco che prendono forma le parole. Appunti, sensazioni, da scrivere liberamente quando e come se ne sente la necessità. “Cosa hai trovato nei battiti del tuo cuore, nel respiro, nella musica?”. Nelle risposte ci sono tante scoperte: “il rumore“, “movimenti che respirano“, “la vibrazione dello strumento“, ma anche “passione”, “dolcezza”, “solletico alla mano” appoggiata sul violoncello per sentirlo con il proprio corpo. Un ragazzo ha scritto “Ho pensato che tutto ha un suono, anche il più leggero”; un altro ha sostenuto “Ho sempre pensato che l’arte è l’unica cosa che ci distingue dagli animali e oggi ne ho avuto la certezza”.

Parole scritte sui quaderni e poi appese al fianco di quelle di tutti gli altri, su un filo rosso che avvicina, e porta anche lontano. Dove forse non immaginavi di arrivare. Perché se questi ragazzi hanno sentito e poi scritto qualcosa come “la musica per me è il suono del violoncello, che non avevo mai sentito prima” o “la musica si rispecchia nei miei movimenti, sembra di volare come un’aquila”, allora davvero qualsiasi sfida ci appare possibile.

La musica del silenzio dimostra che i muri si possono abbattere, anche quelli che sembrano insormontabili. E a volte, invece di abbatterli, ci si può semplicemente volare sopra

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