Bambini piccoli e regole: il ruolo del genitore

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REGOLE BAMBINI PICCOLI

Le regole sono una parte importante della quotidianità familiare e parte delle funzioni che i genitori svolgono, ma non dobbiamo parlare di regole in tenera età. Arianna Montagni, pedagogista clinico e mediatore familiare, ci spiega quale ruolo deve svolgere il genitore per facilitare l’apprendimento della norma al bambino piccolo.

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Il mondo della Norma si divide in:

  • Funzione regolativa, dove il genitore ha il compito di essere facilitatore disponibile per apprendere la capacità di “regolare” i propri stati interni (emotivi e fisici) esprimendoli in comportamenti di adeguati. Il genitore con l’esercizio della cura influenza tale passaggio. Importante è non eccedere in iperegolazione (eccesso di intrusività che impediscono al bambino una sana sperimentazione del sé, dei suoi bisogni), iporegolazione (assenza di risposta genitoriale nell’aiuto della regolazione delle componenti sia emotive che fisiologiche) o nell’inadeguatezza (le risposte del genitore si svolgono dentro una relazione non sintonizzata tra stimolo bambino-risposta genitore).
  • Funzione normativa, evolve come conseguenza della prima. È la capacità di offrire riferimenti chiari, una struttura di normativa fatta di limiti, norme comportamentali che definiscono sé stesso in relazione con gli altri. Qui stanno i valori di riferimento che guidano le azioni educative (sincerità, giustizia, rispetto reciproco, collaborazione…) e le conseguenze che ogni trasgressione comporta.

AIUTARE I BAMBINI PICCOLI A INTERIORIZZARE LE REGOLE

Con bambini sotto i 12 mesi dobbiamo parlare di funzione regolativa e chiederci “Quali necessità ha il bambino?” e “Cosa dobbiamo sapere perché sviluppi una adeguata regolazione tra interno e esterno?”.

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Ecco alcuni punti da tenere presenti:

  • Il bambino possiede due sistemi: cognitivo e fisiologico che non sono allineati. Solo il tempo e l’esperienza permette la loro sincronia. Fino ad allora esisterà una reale incapacità di autoregolarsi: affronterete bambini con difficoltà di addormentamento perché il loro sistema cognitivo è ancora sollecitato; bambini facili a crisi di pianto a causa dell’immaturità del sistema motorio che gli impedisce di raggiungere l’oggetto voluto; bambini che tirano i capelli poiché stanno sperimentando la relazione tra tirare e rilasciare la loro energia, ecc;
  • Il bambino è mosso dal bisogno di esplorazione: predisponete sempre un ambiente dove lui possa seguire tale necessità costitutiva dello sviluppo, faciliterà la comprensione da parte del bambino che non tutti gli ambienti di casa sono appropriati per l’esplorazione;
  • Nella fase delle prime esplorazioni il bambino chiede di avere due opportunità di azione: la possibilità di raggiungervi, la possibilità di compiere atti di richiamo. Se non è messo in queste condizioni il bambino attiverà comportamenti di protesta pianto mescolato a rabbia;
  • Aiutateli a sperimentare la regolazione dei ritmi di calma e eccitazione. Tale acquisizione avviene in diversi modi: dimensione comunicativa ascolto e parla; dimensione affettiva abbraccio /coccole e gioco; dimensione nutrizionale nello stimolo fame assenza e presenza… ;
  • Nei momenti di disagio o eccitazione rispondete con il riavvicinamento fisico. Fategli sperimentare l’efficacia dei comportamenti scelti per ricongiungersi a voi. Si attiverà una ripetizione di essi creando nel tempo un sistema di richiamo prevedibile tra il bambino e voi permettendovi di individuare stati di malessere, disagio o altro;
  • Rendetevi prevedibili, quasi ovvi. La ritmicità cadenzata e regolare di azioni e comportamenti permette al bambino di interiorizzare quali possibili risposte o comportamenti deve aspettarsi. Saper anticipare le risposte delle figure di attaccamento rende il bambino tranquillo, calmo;
  • Predisponete un ambiente poco caotico. Rumori inaspettati, sconosciuti, allontanamenti e ricongiungimenti poco regolati non facilitano l’apprendimento della funzione regolativa, poiché generano allarme e attivano la richiesta di vicinanza, protezione, presenza della madre;
  • Formatevi e confrontatevi: chiedete confronto con il pediatra o con altri specialisti, apprendete le più importanti tappe di sviluppo dentro i 12 mesi. Questo ha una funzione di rassicurazione rispetto al processo di sviluppo che potrete monitorare, soprattutto potrete valutare correttamente se le richieste che fate rispettano i processi cognitivi del bambino.
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