Lessico Famigliare, Massimo Recalcati su Rai 3 ci aiuta a capire come essere madri, padri e figli

Entra in studio con il suo completo total black, l’occhiale quadrato alla Clark Kent, si siede su uno sgabello e inizia a parlare. La scenografia è essenziale, i contributi video sono di qualità, brevi e opportuni, ma è con le sue parole che Massimo Recalcati riesce a tenere incollati quasi 1 milione di spettatori nella seconda serata di Rai 3, con un programma di altissimo spessore e bassissimo spettacolarismo, il cui orario d’inizio è 23.15. Praticamente un miracolo.

Stiamo parlando di Lessico Famigliare, quattro puntate andate in onda di lunedì alle 23.15 e prodotte da Ruvido Produzioni, in cui lo scrittore e psicoanalista è riuscito a condurre per mano il pubblico a scandagliare le figure di madre, padre, figlio e del maestro (della scuola, più in generale): ruoli fondamentali per la formazione della personalità, spiegati attraverso tesi e suggestioni proprie della psicoanalisi, punteggiate e arricchite da interviste, contributi filmati, letture di testi, citazioni cinematografiche.

Noi non ce ne siamo perse neanche una puntata, manco si trattasse di Sanremo. E nonostante l’orario, l’attenzione non è calata neanche un secondo.

Qui un sunto per chi non ha avuto la fortuna di vederlo live.

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Lessico famigliare, prima puntata: la madre

Quante tipologie di madre esistono? Tante. Una ad esempio è Maria, la madre di Gesù. Poi ci sono le due madri descritte nella celebre parabola di Re Salomone, letta dalla voce di Anna Bonaiuto. Quindi la madre che vuole il figlio per sé, al costo della vita stessa del figlio, e la madre che invece, per amore della vita del figlio, è disposta a lasciarlo andare. Poi la madre coccodrillo, descritta dallo psicoanalista Jacques Lacan, la madre che divora il figlio e lo tiene stretto tra i denti. E quella che percepisce la maternità come un handicap, un ostacolo alla realizzazione di sé o una minaccia alla propria femminilità. È il caso del personaggio interpretato da Ingrid Bergman in «Sinfonia d’autunno», capolavoro cinematografico di Ingmar Bergman. Ma anche la maternità positiva, forse quella in cui tutte queste spinte, che abitano ogni donna, coesistono senza prendere il sopravvento, grazie a una speciale consapevolezza di sé in quanto madre, che sa di essere madre e non smette di essere donna, che ama il proprio figlio e ne ama anche l’autonomia e il giusto desiderio di libertà. Madre di due figli è l’attrice e scrittrice Carla Signoris, che racconta la sua storia in un’intervista.

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Lessico famigliare, seconda puntata: il padre

Un tempo i padri mettevano le mani addosso ai figli. Lo facevano per educarli e per impartirgli una lezione. Lo spiega senza peli sulla lingua il padre intervistato ne “I bambini e noi”, storica inchiesta Rai di Luigi Comencini del 1970, con la quale si apre la seconda puntata di “Lessico famigliare”. Quel padre, dice Recalcati, non esiste più e non dobbiamo provarne nostalgia. Anche perché quel tipo di padre si è incarnato in personaggi tragici come Adolf Hitler e Benito Mussolini. Tuttavia il padre, cioè il custode della Legge, colui che a partire dal divieto dell’incesto fissa in noi il limite, il necessario senso di ciò che è possibile o non è possibile fare, è evaporato.
Che cosa resta del padre, dopo la scomparsa del padre? C’è il padre capace di conservare il fuoco, cioè il senso, la testimonianza, e di lasciarlo in eredità nelle mani del figlio. Ed è il padre raccontato ne “La strada”, il capolavoro letterario di Cormac McCarthy, delle cui pagine dà una grande e intensa interpretazione l’attore Alessio Boni. C’è il padre capace di tenere acceso nel figlio il desiderio della vita, come mostra Roberto Benigni in una famosa scena de “La vita è bella”. Il padre, infine, come scrisse Freud, è colui che sa chiudere gli occhi, che sa liberarsi dall’ansia di controllo sulla vita del figlio, avendo comprensione e amore della sua libertà e autonomia.
In questa puntata Michele Serra ha raccontato in una breve e schietta intervista chi era suo padre e chi è stato lui come padre.

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Lessico famigliare, terza puntata: il figlio

La condizione di figlio è la condizione costitutiva di ciascun vivente. Nella straziante lettera che Giacomo Leopardi scrisse al padre Monaldo, qui letta da Alessio Boni, un figlio si rivolge al padre, volendo mettere in discussione quel piano di famiglia, cioè quei progetti famigliari e paterni sulla sua esistenza che lo hanno condizionato e gli hanno impedito di essere ciò che avrebbe desiderato essere. All’origine, nel primo tempo della sua esistenza, il bambino non ha soltanto bisogno del seno, ma anche del segno, cioè dell’amore e del linguaggio amoroso della madre e del padre. In assenza di ciò, il bambino non è in grado di sviluppare un linguaggio e un rapporto col mondo in generale. Il secondo tempo della vita del figlio è l’adolescenza, la giovinezza. Esigenza di viaggio, spazi aperti, sperimentazione, di libertà. Quello stesso desiderio incarnato dal protagonista di una scena della celebre pellicola ‘Billy Elliott’, riproposta nella puntata. L’essenza del figlio si mostra anche in un celebre racconto biblico, quello del figliol prodigo, e nelle pagine di ‘Nemesi’ di Philip Roth, interpretate sempre da Alessio Boni. E qual è il senso profondo dell’eredità che ci viene trasmessa dai nostri genitori? Ne ha parlato, in un’intervista, la chef Antonia Klugmann.

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Lessico famigliare, quarta puntata: la scuola

In questa puntata, le immagini di “Gianburrasca” e del film “The Wall” hanno proposto, a differenti livelli, un modello di scuola autoritaria tradizionale oggi tramontato. Come è tramontato un certo tipo di autorità. Chi è l’insegnante? È colui che riesce a fare chiarezza, con il proprio linguaggio e il proprio corpo, sui concetti più complessi, riuscendo così a trasmetterli. È il compito in cui Benigni è riuscito in modo eccellente spiegando al grande pubblico i passi più complessi e avvincenti della Divina Commedia. L’insegnante è colui che riesce a dirci che non tutto può essere compreso, afferrato; è colui che ci mostra i limiti del sapere. Il maestro è Socrate, che insegna non il sapere in sé, ma l’amore in sé per il sapere, accendendo in noi il desiderio di sapere. Insegnante è il protagonista del commovente romanzo “Stoner”, di John E. Williams, letto da Anna Bonaiuto. Insegnante lo è stato per una vita intera Roberto Vecchioni, intervistato da Lessico Famigliare.

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Lessico Famigliare, soddisfazione per gli ascolti

Non eravamo solo noi e quattro altri insonni a cercare di seguire i ragionamenti di Recalcati, ma bensì 1 milione di spettatori, come fanno sapere dall’ufficio stampa di Rai 3. Il direttore di rete, Stefano Coletta, è comprensibilmente soddisfatto: “Massimo Recalcati con le sue “lectio”su madre, padre, figlio e scuola sottolinea la domanda di qualità che il pubblico chiede alla tv pubblica di oggi. Con la sua capacità divulgativa sempre intelligente e il solo supporto di citazioni filmiche, Recalcati incontra il bisogno della platea di ritrovare parole di senso che siano di supporto per decifrare la complessità dei legami stretti e delle relazioni sociali”.

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