Quando il bambino vuole solo la mamma

bambino vuole mamma

IL BAMBINO VUOLE SOLO LA MAMMA

Accade molto spesso che i bambini sotto i cinque anni, in momenti particolari della loro crescita, desiderano in modo esclusivo la loro mamma: un’esigenza assolutamente naturale. Allo stesso tempo, anche la mamma ha delle esigenze naturali come l’avere momenti di solitudine per pensarsi e inventarsi o anche ricaricarsi; restare in una relazione di parità, tra adulti.

Come fare a rispettare entrambi i bisogni?Abbiamo chiesto ad Arianna Montagni, pedagogista, pedagogista clinico, mediatore familiare, come affrontare la situazione.

La risoluzione sta nel comprendere il perché del comportamento del bambino e valutare quando è possibile non assecondare la sua esigenza, offrendo un modello di attaccamento multiplo.

PERCHÉ IL BAMBINO VUOLE SONO LA MAMMA

La dipendenza dei bambini è fisica fino ai tre anni e si attutisce dopo, fino ai cinque anni. Successivamente, fino all’incirca all’accesso della scuola secondaria di primo grado, si parla invece di dipendenza cognitiva.

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Il bambino sperimenta un mondo che non conosce e la sua esclusività con la madre è l’unico strumento che ha per non sentirsi spaventato o in pericolo. È il suo modo per lasciare segno sull’ambiente e osservare che può influenzarlo e cambiarlo.

Immagine utile è vedere la madre come galleggiante dove attaccarsi per non annegare nell’acqua, tale immagine può essere usata ogni qualvolta il figlio manifesta il bisogno di esclusività materna.

COSA FARE SE IL BAMBINO VUOLE SONO LA MAMMA

È fondamentale fermarsi e osservare la situazione, ovvero non agire una risposta senza collocare la richiesta in un contesto. Ricordate che ogni comportamento si manifesta per una sollecitazione, che può essere interna (emotiva o legata ai sentimenti, fisica o cognitiva) o esterna (nuovo ambiente, troppo rumore …). Quando avrete capito il perché del comportamento del piccolo, potrete valutare il da farsi.

Fino ai 5 anni, potrete trovare un bambino:

  1. eccitato per via di un evento esterno che lo ha spaventato;
  2. eccitato per un elemento interno desidera esplorare, giocare, sperimentare una novità;
  3. stanco, ammalato;
  4. incerto rispetto alla posizione della madre.

Ad ognuna di queste possibilità la madre deve innanzitutto rispondere con la vicinanza, quindi interrompere le sue routine e dedicarsi al bambino. Solo la sua vicinanza permetterà di calmarlo e, tornando alla nostra immagine, non affogare. Per cui è necessario avere tanta pazienza e positività ricordandosi che la richiesta del bambino è sana e naturale.

Nell’eventualità la valutazione escluda i quattro casi sopra citati è possibile senz’altro far sperimentare un poco di frustrazione al bambino. Questo non significa farlo sempre e in modo duro, ma fargli sperimentare piccoli momenti dove vede la mamma allontanarsi, venendo sostituita dal padre, dalla zia, o dai nonni per poi tornare.

PER APPROFONDIRE: Perché è importante giocare

Sperimentare “la stabilità dell’oggetto” – in questo caso la madre – è fondamentale per aiutare il bambino a capire che se la mamma sparisce o non la vedo questa esiste comunque.

Per aiutare i piccoli potete fare semplici giochi che hanno come tema “c’è-non c’è”. I classici giochi del “cucù” o similari, la pallina appare e scompare sotto uno straccio, la sparizione della mano della mamma o la sua mano che si nasconde sotto la farina, il nascondino per i più grandicelli…

L’importante è comunque restare calmi e non ingigantire il problema.

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