Come favorire un buon rapporto con il cibo, le regole della psicologa

alimentazione e bambini

BAMBINI E CIBO PSICOLOGIA

Instaurare un buon rapporto con il cibo sin dall’infanzia è molto importante per prevenire patologie alimentari serie, come l’anoressia o l’obesità.

«A volte capita che ci siano bambini che costruiscono un rapporto conflittuale o poco equilibrato con il cibo e per questo preoccupano i genitori – spiega Serena Costa, psicologa dell’infanzia a Trento –. Mi riferisco a bambini che sin da piccoli iniziano a mangiare troppo, oppure troppo poco, che mangiano solo certi cibi (pasta o dolci) e non mangiano frutta e verdura».

ASPETTI PSICOLOGICI DELL’ALIMENTAZIONE INFANTILE

Ma perché questo accade? «I bambini così come gli adulti – continua l’esperta – mangiano principalmente per un bisogno fisiologico, la fame, ma non solo per questo. A volte mangiano perché devono, è l’ora del pranzo, o per festeggiare, c’è un compleanno, ma a volte mangiano per noia o perché sono tristi, la cosiddetta “fame emotiva”».

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È inutile dire che i bambini apprendono specifiche abitudini alimentari in famiglia perché tendono a riproporre i modelli che osservano.

ALIMENTAZIONE E PSICOLOGIA INFANTILE

«Se i genitori sono abituati a riempirsi il piatto di grandi quantità di cibo, lo faranno anche i figli perché indotti a farlo; se in casa non ci sono orari e si mangia a tutte le ore, i figli faranno altrettanto; se uno dei due genitori o entrambi non mangiano verdure, è probabile che anche i figli sviluppino una certa avversità per gli ortaggi; se ancora i genitori mangiano davanti alla tv, anche i figli impareranno a farlo».

Tuttavia, a volte capita che i figli finiscano per fare esattamente l’opposto di ciò che viene richiesto dai genitori e questo succede se gli viene imposto o proposto con eccessiva ansia. «Se ad esempio la mamma ci tiene molto a un’alimentazione salutare fatta di frutta e verdura, potrebbe irrigidirsi se la figlia gradisse sperimentare dolci o altri cibi, e reagire quindi eccessivamente. Oppure, se teme che il figlio non mangi abbastanza potrebbe finire per rincorrere il bambino pur di farlo mangiare».

Se il papà finisce per arrabbiarsi in occasione dei pasti perché vuole che i figli stiano seduti a tavola fino a che tutti abbiano finito, «potrebbe favorire inconsapevolmente un’antipatia verso il momento del pasto consumato a tavola; oppure ancora se vige l’obbligo di mangiare tutti i cibi anche se non piacciono, il rischio è che il bambino sviluppi un rifiuto indotto verso di essi».

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I bambini possono sviluppare cattive abitudini con il cibo anche perché a volte i genitori sono troppo permissivi e non stabiliscono alcune regole chiare e fattibili in tema di alimentazione. «Per esempio si mangia a tavola e non sul divano, si guardano i cartoni solo dopo aver terminato il momento del pasto, e così via».

COME FAVORIRE UN BUON RAPPORTO CON IL CIBO

Per favorire un buon rapporto con il cibo ecco quindi alcuni suggerimenti di carattere generale della psicologa Serena Costa:

  • creare un clima sereno a tavola;
  • non usare il cibo per premiare o punire;
  • non costringere i bambini a mangiare o a finire tutto quello che hanno nel piatto chiedendo piuttosto di regolarsi in base ai segnali di fame e sazietà: si mangia perché si ha fame, si smette perché si è sazi. Se si vuole educare a non buttare via il cibo, può essere utile piuttosto chiedere di prendere prima una porzione piccola e poi eventualmente richiederne ancora;
  • giocare con i colori e l’aspetto del cibo per invogliare a sperimentare;
  • riproporre un nuovo cibo almeno 10 volte prima di smettere;
  • non etichettare i bambini con nomignoli “mangione”, “scheletro” per evitare la profezia che si auto-avvera;
  • dare il buon esempio;
  • se comunque permane qualche dubbio sulla normalità o meno di un certo comportamento in campo alimentare suggerisco di approfondire con l’articolo Alimentazione e bambini: comportamenti alimentari normali o patologici?
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