Come studiare bene: tecniche e consigli per i bambini

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COME STUDIARE BENE

Vi siete mai chiesti come studiare bene? Ma soprattutto, i vostri figli hanno un’idea chiara di come si fa a studiare? Sembra una domanda sciocca, ma in realtà è piuttosto importante perché la scuola richiede spesso che gli alunni si impegnino nell’apprendere determinati contenuti.

«Studiare è un’attività molto complessa che non si realizza in un unico momento, bensì si esplica in tre fasi principali» spiega Serena Costa, psicologa dell’infanzia a Trento. Ora vediamo quali.

1. Come studiare bene: prendere appunti

La prima fase consiste in un primo contatto con i contenuti da studiare. «L’inizio di questa fase potrebbe avvenire già in classe con l’ascolto della spiegazione dell’insegnante e la buona pratica del prendere appunti» continua Costa.

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Questa fase prosegue invece a casa «con una prima lettura del materiale di studio (lettura “a lepre”) e un momento di organizzazione preliminare che permetta di definire gli obiettivi di lavoro».

2. Come studiare bene: comprendere il testo

La seconda fase di studio riguarda la comprensione e l’elaborazione del testo. «Questa è sicuramente la fase più lunga perché richiede di leggere attentamente e chiedersi sempre se quanto letto è stato compreso. La complessità del testo potrebbe essere dovuta a un utilizzo di parole poco frequenti e astratte, oltre che a una struttura sintattica delle frasi non lineare».

Un altro fattore potrebbe essere la distanza dall’esperienza concreta dello studente; un brano sulla navigazione, per esempio, anche se complesso potrebbe risultare semplice per un bambino figlio di un marinaio.

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«Per comprendere un testo, quindi, occorre cercare di capire il significato delle parole sconosciute, prestare attenzione a ciò che viene detto esplicitamente e inferire ciò che invece è sottinteso, e soprattutto fare collegamenti interni al testo e esterni alla propria esperienza».

Elaborare il testo significa quindi leggerlo e rileggerlo varie volte, aiutandosi anche con schemi o grafici che riorganizzano i contenuti o con riassunti che estrapolano le informazioni principali.

3. Come studiare bene: memorizzare

Infine la terza fase di studio prevede di memorizzare il materiale elaborato per prepararsi a un’eventuale interrogazione o verifica; questa fase include il famoso ripasso per verificare che quanto appreso sia effettivamente presente nella memoria a lungo termine.

«Esistono varie tecniche di memorizzazione che vanno scelte in base allo stile cognitivo dei ragazzi e del tipo del materiale. Per esempio un bambino con uno stile visivo può visualizzare i contenuti per poi richiamare queste immagini collegate».

Oppure è possibile studiare “a memoria” parola per parola delle definizioni con termini specifici dopo però averle comprese. «Studiare “a memoria” è però una strategia inefficace per la maggior parte delle volte perché non prevede spesso una comprensione profonda di quanto studiato».

Al di là delle tecniche, comunque, se il bambino ha dedicato sufficiente tempo alla seconda fase, ha già svolto gran parte del lavoro di memorizzazione.

«Il ripasso, inoltre, andrebbe fatto più volte, in un primo momento per accertarsi che le informazioni siano entrate nella memoria a breve termine, poi in un secondo momento ravvicinato per verificare che alcuni contenuti non siano stati cancellati a causa di un normale fenomeno chiamato “oblio”, e in un momento più distanziato per verificare che siano realmente entrati a far parte della memoria a lungo termine».

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