Dermatite nei bambini: sintomi, rimedi e consigli

Dermatite atopica nei bambini: quali accorgimenti bisogna avere

Il fatto che la dermatite atopica possa colpire soprattutto i bambini non è un mistero: piuttosto, sono poche le mamme che sanno che questa malattia può colpire certe fasce specifiche di età. Ecco spiegato perché si tratta di una delle patologie epidermiche più diffuse: secondo le stime, infatti, la percentuale di bimbi che viene colpita da dermatite atopica oscilla fra il 5% e il 20%. La maggior parte dei casi (60%) si verifica nei primi 24 mesi di vita: superati i 5 anni, invece, scema quasi del tutto il rischio di eczemi, dato che nel 90% dei casi è entro quest’età che la dermatite compare. Inoltre, la quantità di possibili dermatiti non semplifica le cose: il prurito può infatti essere più o meno intenso, a seconda del sottotipo di eczema.

Dermatite atopica: definizione, sintomi e cause

La dermatite atopica è una malattia che interessa la pelle e che porta alla comparsa di alcune lesioni eczematose: ha forma cronica, il che significa che tende a ripresentarsi nel tempo. Quali sono le origini di questo disturbo? Innanzitutto, l’atopia: ovvero la risposta eccessiva del sistema immunitario, che può essere da contatto o su base allergica. Per quanto riguarda le cause, invece, esse sono dovute in gran parte al carattere genetico: oltre al fattore ereditario, però, possono intervenire altri fattori come la presenza di polveri, allergeni e altre sostanze non gradite dal sistema immunitario del bimbo. I sintomi, poi, sono piuttosto fastidiosi: la pelle si secca, comincia a prudere e questo porta il bambino a lamentarsi con una certa foga. Ciò è naturalmente dovuto alla presenza delle già citate lesioni, spesso arrossate e dunque infiammate.

Come curare la dermatite atopica?

Secondo una ricerca condotta dall’Università di San Antonia, per i bambini dai 4 anni in su uno dei primi sistemi per curare queste lesioni eczematose è l’utilizzo di probiotici, assumendo integratori contenenti questi elementi. Il team di ricercatori spagnoli ha monitorato cinquanta ragazzi fra i 4 e i 17 anni, sottoponendoli al trattamento a base di probiotici per tre mesi: in questo periodo hanno rilevato un calo percentuale del -19% in termini di dermatite. Oltre a questa scoperta, fra le soluzioni più tradizionali vanno sicuramente citate le creme lenitive farmaceutiche, che sono sempre un valido alleato contro l’eczema. Fra quelle in commercio possiamo citare ad esempio la crema per dermatite atopica AtopiControl di Eucerin, studiata appositamente per trattare le fasi acute di questo disturbo anche in bambini più piccoli e neonati. Infine, altri trattamenti utili sono quelli a base di antistaminici e la fototerapia.

Neonati con la dermatite: quanti bagnetti fare?

La cute dei bimbi che soffrono di dermatite atopica è più sensibile, e tende a irritarsi se sfregata in modo eccessivo durante il bagno. Va poi aggiunto che anche la quantità dei bagnetti pesa, non solo la loro qualità: secondo i dermatologi dell’Ide (Istituto dermatologico europeo), non fa mai bene esagerare con i bagni, perché un contatto prolungato con acqua porta a una maggiore secchezza della pelle. Inoltre, per il bambino è necessario entrare in contatto con i microbi: sebbene possa sembrare un’eresia, questo è il sistema che permette alle difese immunitarie del bimbo di conoscerli e di imparare come resistergli. Quante volte fargli il bagnetto allora? La risposta migliore è non più di tre nell’arco dei sette giorni, meglio se ripartiti ogni due giorni.

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