Come spiegare la morte ai bambini

come affrontare un lutto con i bambini

COME SPIEGARE LA MORTE AI BAMBINI

Di tutte le condizioni umane la morte è quella più misteriosa e, spesso, quella che rimane più nascosta. «Il quotidiano è intriso di dolore e sofferenza ma la morte è temuta e taciuta; così facendo, però, diventa acquista ancora più potere, creando ansia e angoscia» spiega Arianna Montagni, pedagogista, pedagogista clinico, mediatore familiare.

PER APPROFONDIRE: Siamo noi a bullizzare i nostri figli?

«La “Death Education”, disciplina pedagogica, è lontana da questa tendenza sociale e sostiene la necessità di educare alla morte a partire dall’età scolare in quanto ricerche dimostrano che un’educazione adeguata può:

  • aiutare a gestire le difficoltà (anche emozionali) che la vita ci propone
  • permettere di attivare strategie adattive di fronteggiamento rispetto alle esperienze di perdita che inevitabilmente si
  • sperimentano nell’arco della vita (lutto è anche separazione dalla mamma, dal fidanzato e altro)
  • determinare una rivalutazione positiva della vita e del suo valore».

COME AFFRONTARE UN LUTTO CON I BAMBINI

Dinnanzi al lutto è richiesto un duplice compito educativo:

1. «Affrontare i temi del limite, della vulnerabilità, della sofferenza, del dolore e della fragilità, recuperando parole sul pensiero della morte. Si tratta di un dialogo essenziale nel processo educativo a tutti i livelli e a tutte le età» riprende l’esperta.

«Bisogna modificare il pensiero che morte è l’opposto della vita, comunicando che semmai è una delle tappe che la compongono, compiendo una vera rivoluzione sociale. Compito della pedagogia è quello di dare strumenti, in modo che l’educazione alla vita passi anche dall’educazione alla morte».

LEGGI ANCHE: Come comunicare ai figli la separazione

2. «Affrontare l’emergenza di un lutto improvviso. Innanzitutto, bisogna tenere conto della fascia d’età del bambino. Prima dei 3-4 anni, infatti, i piccoli ignorano la contrapposizione morto-vivo. Pensano alla morte come qualcosa di non definitivo; a 6 anni associano alla morte angosce e paure, che sono collegate però più ad eventi esterni che a conseguenze di cause naturali (vecchiaia, malattia); dai 7 anni si rafforza in loro il concetto di universalità e irreversibilità. Si arriva poi a uno sviluppo completo del concetto verso i 9-10 anni».

Per affrontare un lutto improvviso ecco alcune indicazioni semplici:

    • Non nascondete la sofferenza, questa deve essere autorizzata per dare anche un messaggio educativo “vivi il tuo sentire, quando avrà fatto il suo corso lascerà spazio a sentimenti più leggeri”. La sofferenza non è una condizione ma è un processo, una fase.
    • Rispondete con la verità quando pongono domande sulla morte. Ovviamente, in base all’età va scelta quale frase e quali particolari raccontare.
    • Spiegate le fasi che costruiscono il rito di sepoltura o altra usanza secondo il credo familiare, per dare un ordine temporale e costruire una stabilità strutturale cognitiva utile a vivere il momento nel migliore dei modi; fate vivere i passaggi in quanto i riti da sempre servono all’uomo per superare le varie tappe della vita.
    • Siate disponibili e in ascolto sia quando i figli si esprimono con il silenzio, sia quando al contrario il canale verbale viene preferito come espressione di sofferenza.
    • Non offrite chissà quale lezione di vita, piuttosto accettate di esserne voi stessi toccati, scossi, messi in difficoltà e state con loro nel “caos” della sofferenza. Trasformatevi in una guida silenziosa per affrontare con l’esempio la strada della sofferenza.
    • Credete in voi stessi e nell’istinto di saper fare azioni protettive curative.
    • Monitorate la sofferenza e se diventa tale da limitare il normale crescere, socializzare e apprendere chiedete aiuto.
Facebook Comments
scriptsell.neteDataStyle - Best Wordpress Services