Sonno del neonato: quali sono i problemi che incontrano i genitori

come far dormire i bambini

PROBLEMI SONNO NEONATO

Una delle cose che vi diranno subito quando state aspettando un bambino è: «dormi adesso, perché poi dopo…». Ecco, il tema del sonno del neonato è, effettivamente, molto delicato. Ora, la mia esperienza è – al momento – molto buona. Mia figlia ha sempre dormito «il giusto»: non è né una dormigliona, né una nottambula.

Praticamente da subito ha capito che c’è il giorno e la notte e quindi non mi sono mai ritrovata a doverla intrattenere alle quattro di notte. Da qualche giorno, poi, ha cominciato a eliminare una delle tre poppate notturne e quindi «tira» dalle 22 alle 2 e dalle 2.30 alle 7, che mi pare un risultato fenomenale, considerando poi che quando si sveglia la allatto e poi la rimetto subito nella culletta addormentata.

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Una grande sorpresa è stata quella dell’addormentamento. Prima passavamo anche due ore a cullarla per farla dormire, poi nella chat del corso preparto un’amica ha detto che la sua bimba si addormentava tranquillamente da sola nella culla. E quindi ho deciso di provare anche io. È bastato pochissimo, una sola giornata di «ti metto nella culla quando hai sonno e tu ti addormenti da sola», per risolvere anche questo problema: la metto dentro, lei sta un po’ lì (a volte anche un’oretta) e poi si addormenta.

Detto questo, c’è da considerare che mia figlia ha tre mesi, quindi mi aspetto che tutto cambi quando meno me lo aspetto.

PERCHÉ È IMPORTANTE CHE I BIMBI DORMANO

«Il sonno dei bambini è un tema molto importante da affrontare perché da esso dipende gran parte del benessere del nucleo familiare – spiega Serena Costa, psicologa dell’infanzia a Trento –. Non è solo il bambino in prima persona a beneficiare di un sonno ristoratore, ma anche mamma e papà».

È esperienza di molti genitori, infatti, passare momenti di grande tensione a causa delle varie difficoltà che i propri figli incontrano nelle diverse fasi di età.

PERCHÉ I NEONATI FANNO FATICA AD ADDORMENTARSI

I bambini vengono al mondo con un tipo di sonno che è diverso da quello adulto. «Il ritmo sonno-veglia è più frequente e irregolare e solitamente è caratterizzato da una maggiore leggerezza essendo più frequenti le fasi REM del sonno (fasi del sonno più leggero)».

Inoltre, i neonati possono aver bisogno di un intervento adulto per addormentarsi «perché non sono ancora in grado di regolare in autonomia il passaggio dalla veglia al sonno».

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COME RICONOSCERE L’INSONNIA INFANTILE

Il fatto, quindi, che i neonati abbiano difficoltà nel sonno è un fatto normale. «Si usa il termine tecnico di “insonnia infantile” se la difficoltà ad addormentarsi supera i 30-45 minuti, se più risvegli notturni sono seguiti da una difficoltà nel riaddormentamento, se il sonno è molto leggero e il risveglio è sempre precoce».

QUANDO IL BAMBINO DORME TUTTA LA NOTTE

Con la crescita il sonno dei bambini inizia a stabilizzarsi «ma solo verso i tre anni acquisisce le caratteristiche del sonno adulto. Fino a quella data, quindi, possono permanere vari tipi di difficoltà».

DIFFICOLTÀ DEL SONNO DEL NEONATO

«Le più comuni difficoltà che incontro nella mia pratica di consulente sono:

  • frequenti risvegli notturni
    Questo tipo di difficoltà nel primo anno di vita può essere dovuta principalmente a una immaturità nella regolazione dei cicli di sonno; dopo l’anno i frequenti risvegli possono diventare un pretesto per richiamare a sé la mamma soprattutto se è mancata durante il giorno.
  • difficoltà ad addormentarsi nel proprio lettino
    Quando il bambino diventa sempre più consapevole di essere una persona separata da mamma e papà, cresce la paura di distaccarsi dalla figura di riferimento; addormentarsi porta con sé il dovere di lasciare tutto ciò che si ha avuto durante il giorno e, quindi, il rischio di non ritrovarlo più il giorno seguente. La continua richiesta di vicinanza del bambino porta i genitori a far dormire i figli nel lettone e, quando questa è una scelta fatta “per disperazione” fa nascere il problema di come aiutare i propri bambini a dormire nel proprio lettino.
  • incubi
    Con la crescita può accadere che il sonno dei bambini venga interrotto da sogni tormentosi detti anche “incubi”. Questi possono essere dovuti all’elaborazione faticosa di qualcosa di difficile vissuto durante il giorno, non vanno però confusi con il fenomeno chiamato “Pavour nocturnus” o “terrori notturni” che è invece una parassonnia, cioè una perturbazione del sonno che va approfondita con il pediatra».

COME MIGLIORARE IL SONNO DEL BAMBINO

Le difficoltà nel sonno dei bambini possono trovare una spiegazione nell’immaturità del bambino o nel suo temperamento più inquieto, ma in realtà molte volte si possono ritrovare nel contesto che gli sta intorno. «Per esempio in una mamma troppo ansiosa o che soffre di depressione, in un clima di tensione familiare o ancora nelle strategie di addormentamento utilizzate. Conoscere quali sono le principali difficoltà che un bambino incontra con il sonno e quali sono i principali fattori che possono determinarle è solo il primo passo per poterle prevenire e gestire con efficacia».

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