Genitori troppo attaccati ai figli: oltre il 33% delle famiglie non riutilizza la cameretta quando vanno via di casa

GENITORI TROPPO ATTACCATI AI FIGLI

GENITORI TROPPO ATTACCATI AI FIGLI

Circa il 42% degli italiani ha dormito dai genitori fino a 25 anni. I più “mammoni” risultano essere i rispondenti dal Centro, dove oltre il 15% ha dichiarato di aver dormito nella sua cameretta fino a oltre i 30 anni, a fronte di una media nazionale pari a circa il 12%.

È quanto emerge dall’ultimo sondaggio di Immobiliare.it: un fenomeno che alcuni attribuiscono alla “comodità” dei figli, i cosiddetti “bamboccioni”; e che altri invece giustificano con le condizioni attuali: disoccupazione, mancanza di denaro e di prospettive.

Quello che però colpisce di più della ricerca è il comportamento dei genitori: quando un figlio lascia casa, infatti, oltre il 33% delle famiglie non riutilizza lo spazio della sua cameretta. Stando alle oltre 10mila risposte raccolte, il 20% delle stanze dei ragazzi, una volta abbandonato il nido, viene “congelato” con i loro ricordi – compresi poster e foto – mentre nel 13% dei casi i genitori continuano addirittura ad abbellire la cameretta secondo i gusti del figlio, in modo che a ogni ritorno la possa trovare sempre più accogliente e a sua disposizione.

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Chi ce l’ha fatta ha trasformato la ex cameretta in una camera degli ospiti (26%), in uno studio (12%), o in una stanza degli hobby (5%), ma anche un ripostiglio (5%) o una lavanderia e stireria (3%). Il 15%, invece, la lascia libera per i nipotini.

I figli, dal canto loro, sono un po’ meno nostalgici: «l’82% ha risposto di non aver problemi al pensiero che il suo spazio sia riutilizzato, anzi sarebbe uno spreco non farlo. Il 10% si è detto dispiaciuto di non avere più una stanza a disposizione in casa, e il restante 8% dice di essersi addirittura sentito messo da parte, una volta che la sua cameretta è stata adibita ad altro».

EDUCARSI AL DISTACCO

Uno scenario che fa chiedere se vivere fino a 40 anni con i propri genitori sia una soluzione desiderata dai figli o, invece, dai genitori. A questo punto vengono in mente le parole di Kahlil Gibran:

“I tuoi figli non sono figli tuoi,
sono figli e le figlie della vita stessa.
Tu li metti al mondo, ma non li crei.
Sono vicini a te, ma non sono cosa tua.
Puoi dar loro tutto il tuo amore, ma non le tue idee,
perché essi hanno le loro proprie idee.
Tu puoi dare loro dimora al loro corpo, non alla loro
anima,
perché la loro anima abita nella casa dell’avvenire,
dove a te non è dato entrare, neppure col sogno.
Puoi cercare di somigliare a loro, ma non volere
che essi somiglino a te,
perché la vita non ritorna indietro e non si ferma
a ieri.
Tu sei l’arco che lancia i figli verso il domani”.

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PERCHÉ È IMPORTANTE STACCARSI DAI FIGLI

Ma che cosa succede se non lasciamo liberi i nostri figli? L’avevo letto qualche tempo fa su Nostrofiglio:

«Uno dei problemi della società attuale è quello di non stimolare la separazione tra figli e genitori – spiega Giovanna Capello, psicologa infantile e responsabile della sezione Infanzia e Adolescenza del CSTCS di Genova –. La nostra è una società sempre più spaventata dalla morte, dalle crisi economiche, dalla miseria, dal dolore e dalla sofferenza. In questa situazione, il nucleo familiare diventa il luogo dove cercare sicurezze».

Che aveva aggiunto:

Questo spiega il fatto che si crescano i figli cercando di tenerli sempre più attaccati a sé: «Si attiva una sorta di simbiosi, che fa sentire più sicuri la mamma e il papà, più che il bambino. Una simbiosi che, però, si contrappone all’esigenza dei ragazzi, soprattutto quando raggiungono l’adolescenza, di crescere e staccarsi dalla famiglia. Più questa separazione è difficile più è probabile che si arrivi a casi anche molto gravi, come quelli che abbiamo visto sui giornali».

Certo, rendere i figli indipendenti non è semplice e gestire il distacco lo è ancora di meno. Ma, forse, è bene avere chiaro in mente che lo si fa per il loro bene e che solo separandoci da loro faremo la loro vera felicità.

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