Siamo noi a bullizzare i nostri figli?

abuso di potere genitori

GENITORI ABUSO DI POTERE

«Esiste un “comportamento abusante” di cui non si parla spesso. È una forma narcisistica di soddisfazione genitoriale che si compie al fine di portare il figlio ad assumere una serie di comportamenti, caratteristiche, attitudini, risposte che compiacciono l’ego genitoriale» spiega Arianna Montagni, pedagogista clinico e mediatore familiare.

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L’elenco delle strategie che attuano l’abuso di potere è ampio e vario:«si va dalla persuasione al controllo; dall’autorità all’intimorire, all’utilizzo dell’ascendente che si ha sui figli, fino ad arrivare alla prevaricazione verbale, psicologica e fisica».

GENITORI ABUSO DI POTERE: I RISCHI

La complessità del tema sta nel preservare la linea che separa educazione e azioni coercitive e aggressive che danneggiano i rapporti e la crescita personale. «Lo sbilanciamento avviene quando anche in modo inconsapevole l’agire educativo è subordinato al plasmare secondo l’immagine del genitore, determinando una scarsa libertà di espressione, azione e crescita del bambino con un aumento della sua aggressività, dei conflitti e delle inquietudini familiari».

Bisogna ricordare che non è la singola occasione che compromette la crescita del piccolo, «ma piuttosto il perpetuare questi comportamenti».

GENITORI ABUSO DI POTERE: LE CONSEGUENZE

  1. “Il comportamento aggressivo, l’aggressività, può essere appresa per imitazione” (A. Bandura)
    «Il modellamento del bambino avviene anche per osservazione dei modelli familiari e dei processi comunicativi interni alla famiglia, quindi bisogna fare attenzione a come ci si comporta».
  2. Può accadere che il bimbo interiorizzi i comportamenti aggressivi proposti dal genitore, senza che ci sia un esplicito rinforzo
    «Osservando che un comportamento viene accettato all’interno del contesto familiare e usato dal modello-genitore, il bambino deduce che quel comportamento risulta desiderabile e può sentirsi incoraggiato nell’apprenderlo (rinforzo vicariante), senza che sia il genitore stesso a dirgli esplicitamente che è bene agire in quel modo».
  3. Lo stile conflittuale si immagazzina: se oggi è latente, può comunque manifestarsi in futuro
    «L’interdipendenza dei tre fattori “persona”, “comportamento” e “ambiente” può creare in qualunque momento le condizioni per il manifestarsi di uno stile relazionale conflittuale appreso in famiglia».

COME ESSERE BUONI GENITORI

Dunque, «con questo comportamento i piccoli apprendono che l’altro è sempre potenzialmente fonte di una carica di emotività pericolosa e destabilizzante. La loro emotività e affettività risulterà quindi immatura e sarà più difficile per loro conquistare una consapevolezza di sé e del controllo delle loro scelte, decisioni e azioni, nell’ambito delle relazioni personali e sociali.

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L’antidoto per questa situazione «può essere simpaticamente nascosto dentro la parola PACE. Trasformandola in acronimo diventa: Preservare l’unicità dei figli; Accogliere i limiti e l’errore tipici della crescita; Conoscere se stessi; e mantenere Entusiasmo nelle avversità.

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