L’amico immaginario: quando e perché compare. E come affrontare la situazione

amico immaginario

AMICO IMMAGINARIO

La presenza di un amico immaginario è una tappa dello sviluppo molto importante per un bambino. In genere, è un processo molto diffuso e coinvolge oltre un piccolo su quattro. «È una presenza intima e personale: la prima apparizione avviene attorno ai 5-6 anni e può perdurare fino ai 7-8 anni; talvolta però rimane fino anche ai 10 anni» specifica Arianna Montagni, pedagogista, pedagogista clinico e mediatore familiare.

LA FUNZIONE DELL’AMICO IMMAGINARIO

«Dal punto di vista pedagogico – continua l’esperta – si deve compiere un’opera di normalizzazione del fenomeno poiché esistono degli ingabbiamenti educativi che limitano il valore dell’esperienza. Avere un amico immaginario non è un segno di timidezza, difficoltà di socializzazione né di disagio delle competenze emotive o altro».

LEGGI ANCHE: Rabbia nei bambini, 5 consigli per affrontarla al meglio

Numerose ricerche, infatti, confermano che la sua presenza non è un fatto preoccupante,«ma un’evoluzione creativa dello stadio dell’ombra. Questa fantasia rappresenta cioè un evolvere individuale per crescere nel complesso mondo degli adulti. Un “palco” dove sperimentare le prime situazioni sociali e relazionali, dove il bambino inizia a relazionarsi con la società al di fuori del nucleo familiare».

La funzione dell’amico immaginario è quindi quella di essere un punto certo, fermo, che non tradisce in un mondo che cambia e che talvolta inganna.

Creare un amico immaginario può avere diversi «vantaggi per il bambino sia dal punto di vista cognitivo, sia affettivo emotivo. Vediamoli insieme:

Vantaggi per lo sviluppo cognitivo

  • lo sviluppo della capacità metacognitiva: con l’amico immaginario (cioè qualcosa che è “altro da sé”), che il bambino sa essere una fantasia, il ragazzo non solo gioca ma soprattutto si educa all’ascolto e al ragionare, a parlare e discutere di ciò che gli sta più a cuore, che lo preoccupa, che affronta.
  • l’esercizio del pensiero divergente: i fanciulli che creano il compagno immaginario sono spesso molto spigliati e potenzialmente leader del gruppo e altamente creativi. Il loro modo di pensare rompe la convenzionalità, un modo di pensare che implica originalità e fluidità e introduce qualcosa di nuovo. La presenza di un altro permette di considerare simultaneamente punti di vista anche opposti, aumentare le capacità di adattamento e valutare più possibilità nella risoluzione.

Vantaggi per lo sviluppo affettivo-emotivo

Il compagno immaginario può poi svolgere diverse funzioni emotive: consolatoria, compensatoria, moralizzazione genitoriale, di stimolo e rassicurazione».

LEGGI ANCHE: Perché è importante giocare

COME REAGIRE

È importante che i genitori non si spaventino e «non delegittimino l’esistenza dell’amico immaginario. Lasciate a vostro figlio la possibilità di provare la relazione duale intima con questa presenza, che svanirà quando la sua funzione originaria sarà compiuta. Delegittimare il bambino nella sua fantasia impedisce al genitore di avere un punto di vista osservativo dello sviluppo interno del fanciullo».

Tuttavia, così come è non si deve negare palesemente l’esistenza di questo compagno immaginario, «è bene evitare di assecondare il bambino davanti a eventi che meritano un richiamo genitoriale. Una strategia importante è dunque legittimare la presenza di questa fantasia, ma contemporaneamente puntualizzare che visto il suo essere volatile e inconsistente, se compie azioni sbagliate la responsabilità sarà di entrambi e le conseguenze verranno condivise con lui in modo da responsabilizzare il piccolo rispetto ai suoi comportamenti, che magari lui attribuisce all’amico inventato».

QUANDO DIVENTA UN PROBLEMA

Ci sono poi anche dei limiti. L’amico immaginario, infatti, «non deve diventare pervasivo della vita familiare: fino a che rimane confinato nella vita del bambino la sua presenza non deve preoccupare. Al contrario, se il fanciullo inizia a dare troppo spazio fisico al compagno immaginario, ad esempio lascia una sedia o un piatto a tavola, cioè se esiste uno sbilanciamento della vita immaginativa a sfavore della vita reale, pensate a un consulto specialistico».

Facebook Comments
scriptsell.neteDataStyle - Best Wordpress Services