Come gestire la rabbia dei bambini

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COME GESTIRE LA RABBIA DEI BAMBINI

«Essere genitori ci obbliga a conoscere il nostro mondo interiore – dice Arianna Montagni, pedagogista, pedagogista clinico, mediatore familiare –. Accade di rispecchiarsi nel sentimenti dei figli, capacità importante e desiderabile, ma davanti a crisi di rabbia il rapporto può diventare faticoso».

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Se si entra in sintonia con le emozioni forti, il rischio è degenerare e compiere azioni inadeguate. Ad esempio, è sbagliato fare domande come: «che cosa è successo?» o «chi ha iniziato?». «Usare l’aggressività perché siamo angosciati di fronte alla forte crisi dei nostri bambini è il modo meno corretto per affrontare la loro rabbia. È meglio invece farli ragionare su ciò che non possono fare dandogli un castigo per l’eccessivo comportamento aggressivo».

RABBIA NEI BAMBINI

Ci sono diverse fasi in cui si concretizza una crisi di rabbia:

  • L’evento scatenante: la rottura di un gioco, il confronto con un bambino, un “no” genitoriale;
  • Perdere il controllo, cioè l’incapacità di attivare le giuste strategie per controllare le proprie emozioni;
  • Focalizzare la rabbia verso una persona specifica: il sentire un sentimento di “odio” verso il genitore presente come modalità di richiesta di aiuto. Con la sua rabbia il bimbo ci sta dicendo «mamma, papà sento tante cose nel mio corpo, non so come calmarmi, ho paura aiutatemi!». Non a caso, quando la rabbia passa sono gli stessi bambini a dire che non sapevano come calmarsi;
  • Sentire la frustrazione che è connessa alla consapevolezza di trasgredire un norma genitoriale.

COME AFFRONTARE UNA CRISI DI RABBIA

Risulta importante compiere alcune azioni dichiarative che quietano i primi tre fattori sopra elencati e talvolta vanno ripetute più volte.

  • Fategli capire che il vostro amore non è scomparso: saremo proprio noi a custodirlo, mentre loro sono arrabbiati;
  • Comunicategli che possono essere arrabbiati con voi e che questo non ci farà smettere di amarli;
  • Siate empatici: anche la mamma si arrabbiava e non sapeva come calmarsi. Fategli capire che volete aiutarti.

«L’azione educativa deve essere “tinta” con parole e comportamenti adatti al figlio – spiega Montagni -. Richiede calma e sintonia, poiché non esiste gerarchia tra le tre azioni dichiarative, esiste un bisogno-paura preminente da capire e soddisfare in base al bambino. Compiuto ciò, rabbia e frustrazione si attenueranno predisponendo l’ascolto. Solo ora il bambino è pronto per l’ultimo intervento:

  1. Ricordategli la vostra relazione è importante e va protetta. “Quando sei calmo, ne parliamo. Io sono qui e ti aspetto. Quando sei pronto”.

Ora il bambino è pronto per parlare capire e apprendere nuovi e più efficaci atteggiamenti».

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