Come far dormire il bambino tutta la notte in poco tempo

insegnare al bambino a dormire da solo

INSEGNARE AL BAMBINO A DORMIRE DA SOLO

Tra le varie difficoltà che comporta l’arrivo di un bambino, una della più temute dai futuri genitori è la gestione notturna. Alcuni neonati dormono tutta la notte dopo già pochissimo tempo, ma molti altri invece soffrono di ripetuti risvegli notturni nuocendo al sonno dei genitori e, di conseguenza, all’equilibrio familiare.
Se non si tratta di bambini che soffrono di particolari patologie legate all’insonnia, si può applicare la tecnica della psicologia cognitivo-comportamentale per educare il bambino al sonno e vivere tutti notti più felici.

DA DOVE INIZIARE

Tante sono le cose da tenere in conto in questo processo: innanzitutto, bisogna imparare a riconoscere i segnali di stanchezza che lanciano i bambini e ricordarsi che, dai 6 mesi, dovrebbero dormire 9-12 ore a notte. Una cosa importante è creare le condizioni giuste per il sonno, cominciando ad abbassare le luci e le voci, facendo attività tranquille, ed evitando di agitare i piccoli, già mezz’ora prima di metterli a letto.

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In più, è importantissimo non far associare ai bambini il momento dell’addormentamento, ad esempio, con quello dell’allattamento, perché quando si risveglieranno vorranno di nuovo il seno della madre per potersi riaddormentare.

COME FAR ADDORMENTARE I BAMBINI

In che cosa consiste questo metodo? Ecco lo schema da seguire elaborato dall’Ambulatorio dei disturbi del sonno dell’Università degli Studi di Roma “Sapienza”, azienda ospedaliera “Sant’Andrea”.

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  1. Create un rituale all’addormentamento. Ad esempio, potete far salutare tutti i giochi al vostro piccolo, oppure cantagli la ninna nanna o, ancora leggergli una favola. In questo modo, il bambino assocerà una condizione piacevole all’inizio del sonno
  2. Mettete il bimbo a letto con pochi oggetti familiari che possono tranquillizzarlo durante i risvegli notturni
  3. State con il bambino fino a che non è tranquillo; dite una frase che dovrà essere sempre la stessa, come ad esempio: “Mamma ti vuole tanto bene, ma da adesso imparerai a dormire da solo insieme ai tuoi peluche e ai tuoi giocattoli”
  4. Spiegate al bambino perché lasciate la stanza e dove andate. Ad esempio, “la mamma va in cucina a bere un po’ d’acqua e torna subito”
  5. Parlategli anche da lontano mentre siete fuori dalla stanza (e ogni volta che uscirete nelle fasi successive) per rassicurarlo sul fatto che state tornando
  6. Se comincia a piangere, lasciarlo piangere per un breve periodo (5-10 secondi) prima di intervenire
  7. Rassicurate il bambino lasciandolo nel suo letto (se piange prendetelo in braccio e calmatelo, ma cercate poi di rimetterlo nel letto). Rimanete nella sua stanza fino a che si tranquillizza, interagendo il meno possibile con lui
  8. Lasciate di nuovo la stanza, spiegando ancora al bimbo dove andate e perché (es. la mamma va in bagno e torna subito). Questa volta l’intervallo dovrà essere un pochino più lungo (20-30 secondi)
  9. Se incomincia di nuovo a piangere, ritornate nella stanza e rassicurare il bambino prendendolo in braccio o lasciandolo nel suo letto. Rimettetelo nel lettino e rimanete nella sua stanza fino a che si tranquillizza, interagendo il meno possibile con lui.
  10. Uscite dalla stanza con un’altra scusa e aspettate più a lungo (40-50 secondi) prima di intervenire nuovamente
  11. La prima sera si può decidere di aspettare fino a 1-2 minuti e poi lo si fa addormentare così come era abituato il bambino (ad es. cullandolo in braccio)
  12. Se possibile, mettetelo nel lettino prima che sia completamente addormentato, altrimenti fatelo addormentare completamente e mettetelo nel lettino
  13. La sera successiva si ripetono le stesse cose dal punto 1 al punto 12, allungando i tempi di ogni intervento di 10 secondi.
  14. Quindi la seconda sera si aspetta in totale fino a 3 minuti e poi lo si fa addormentare così come era abituato il bambino (ad es. cullandolo in braccio)
  15. La terza sera si aspetta in totale fino a 4 minuti e così via nelle altre sere
  16. Lo stesso comportamento va tenuto per i risvegli notturni seguendo lo schema riportato nella tabella.

Tempi di attesa durante i risvegli notturni prima di intervenire

Giorno

I risveglio

II risveglio

III risveglio

Risvegli successivi

1

10 secondi

15 secondi

20 secondi

25 secondi

2

20 secondi

25 secondi

30 secondi

35 secondi

3

30 secondi

35 secondi

40 secondi

45 secondi

4

40 secondi

45 secondi

50 secondi

55 secondi

5

50 secondi

55 secondi

60 secondi

65 secondi

6

60 secondi

65 secondi

70 secondi

75 secondi

7

70 secondi

75 secondi

80 secondi

85 secondi

I tempi di attesa sono indicativi e possono variare in eccesso o in difetto. Perché il metodo abbia effetto, bisogna anche calcolare la situazione logistica e ambientale. Effetti positivi o negativi possono averli la qualità della relazione madre-bambino e il livello della stanchezza dei genitori. Più le mamme sono convinte di quello che stanno facendo, più il metodo ha effetto.

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