Rientrare al lavoro dopo la maternità: 4 consigli della psicologa per viverla al meglio

RIENTRO AL LAVORO DOPO MATERNITÀ

Pupo partorito, allattato e in via di svezzamento: tutto questo passa in un nanosecondo, e il rientro al lavoro (o la ricerca di un nuovo impiego) per le attivissime Wannabemum si presenta come un traguardo desiderato ma al contempo difficile da gestire. Non c’è una ricetta valida per tutti i casi, ma ci sono consigli e dritte di buon senso che possono aiutare nelle piccole e grandi difficoltà che questo step comporta: li abbiamo chiesti a Manuela Genchi, Psicologa e Psicoterapeuta Familiare del team di Helping Mama.

RIENTRO AL LAVORO DOPO MATERNITÀ OBBLIGATORIA

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Come gestire il distacco dal bimbo? come non sentirsi in colpa e affrontare senza eccessivi pianti e tragedie la necessaria separazione?
“Primo passo: perché parlare di distacco? Le parole sono importanti: i bambini prima ancora di parlare comprendono il significato e le emozioni connesse alle parole, quindi iniziamo anche noi mamme a non definire il rientro al lavoro come distacco e separazione. Pensiamolo e viviamolo come un processo di crescita per noi e per il nostro piccolo. Un salto in avanti che porterà a una maturazione per tutta la famiglia: ad esempio impareremo a sfruttare meglio il tempo passato insieme, ad apprezzare il “ritorno” dopo un’intensa giornata di lavoro, a costruire momenti di qualità per la famiglia. Se mamma, con il prezioso aiuto di papà, saprà sfruttare l’occasione del rientro a lavoro come un momento per ridefinire le relazioni in famiglia in termini di crescita, anche il bambino vivrà più serenamente questo cambiamento della sua quotidianità. Qualche lacrima forse ci sarà: ricordiamoci che il pianto è un modo di comunicare e va accolto e interpretato come tale. Ai bimbi occorre sapere che la mamma tornerà, hanno bisogno di sapere che la mamma tornerà. Leggiamo le belle parole di Antoine De Saint-Exupery nel Piccolo Principe e pensiamo che sia nostro figlio a parlarci: “Se tu torni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare delle ore aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuoreCi vogliono i riti”.

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Come spiegare al marito che non ci sarà sempre la cena pronta e tutte le comodità tipiche di una madre a casa, d’ora in poi?
“Si parla tanto dell’importanza del papà e poi spesso ce ne dimentichiamo. Se abbiamo da sempre coinvolto e chiesto aiuto nei momenti di difficoltà o stanchezza, per il nostro compagno sarà quasi naturale, anche se faticoso, adattarsi e aiutare. Se non è mai stato troppo coinvolto magari è il momento per farlo. Nessuno di noi può entrare nella testa altrui. Inutile pensare che l’altro debba spontaneamente capire cosa e dove possa essere di aiuto: una comunicazione chiara è il primo ingrediente che serve. Magari papà non è bravo quanto noi a cucinare e riassettare casa, o forse sí, o forse ha il suo modo… coinvolgere e non criticare sono le parole d’ordine. Non voler arrivare per forza in tutto e perfettamente. Se lo capiamo e ci crediamo per prime, verrà condiviso anche da chi ci sta intorno”.

TORNARE AL LAVORO SUBITO DOPO IL PARTO

Come gestire il rapporto con i colleghi? (A questo e il prossimo quesito ha risposto Micol Vago, Coach ed educatrice cinofila)

“Nella comunicazione la chiarezza è fondamentale. Parlare apertamente esprimendo le proprie sensazioni, gli stati d’animo e i bisogni predispone gli altri ad una maggiore e più completa comprensione. Molto probabilmente una buona parte dei colleghi ha già vissuto sulla propria pelle questa fase e potrebbe diventare un complice e un alleato con cui affrontare questo momento. Non eliminate pertanto la pausa caffè, piuttosto riducetela ma sfruttatela per fare squadra con gli altri e organizzatevi per concedervi un aperitivo ogni tanto per mantenere le buone relazioni e svagarvi!”

DEPRESSIONE RIENTRO AL LAVORO DOPO MATERNITÀ

Come riuscire a gestire un’eventuale sensazione di demansionamento?
“Dopo mesi di assenza e un rientro a tempo parziale è normale che le vostre mansioni, soprattutto quelle di maggior responsabilità, siano state prese in carico dai colleghi perciò è molto importante non prendere sul personale questa situazione e accettarla come una fase transitoria necessaria. Provate a vivere questo momento come un’opportunità perché potrebbe piacervi l’essere deresponsabilizzate, almeno all’inizio, e approfittatene per riorganizzare con calma il vostro tempo e la routine quotidiana. Non appena vi sentite pronte a riprendere totalmente il vostro ruolo, sapendo di poter far fronte alle richieste che questo impone, allora muovetevi di conseguenza”.

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