Come presentare ai figli un nuovo amore

Come presentare ai figli un nuovo amore

COME PRESENTARE AI FIGLI UN NUOVO AMORE

Io e mio marito siamo una coppia “ricostituita”. Sì, così ci chiama chi studia casi come il nostro. Prima lui si è separato, poi ci siamo incontrati e da lì è nato il nostro amore che si è trasformato in un matrimonio e in un nuovo progetto familiare.

Ora, direte: “beh, e a noi che ce ne frega?”. In effetti, ho omesso un piccolo particolare: lui ha una figlia. Una tenerotta che ormai conosco da quattro anni e con cui, nel tempo, ho costruito un rapporto meraviglioso.

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Certo, non è stato semplice. Per questo è caduta a “fagiuolo” la proposta di Arianna Montagni, pedagogista, pedagogista clinico, mediatore familiare, di parlare di come introdurre il nuovo compagno di mamma e papà a un bambino.

1. ANDATECI CON I PIEDI DI PIOMBO

«La forza emotiva e i risvolti psicologici che l’introduzione di un nuovo partner comporta possono non essere considerati con cura e da questa disattenzione nel tempo si attivano possibili problematiche. La distrazione giunge senza intento crudele, spinti dal nuovo amore, dal desiderio di essere felici sottovalutando così la forza dei legami invisibili che permangono tra il bambino ed entrambi i genitori» spiega l’esperta.
«Coloro che sono vissuti nella prima famiglia condividono delle consuetudini, un lessico familiare, esperienze e stili di relazione. Sanno quali sono i comportamenti accettabili, quali i modelli morali e cosa invece non viene accettato. Possiedono cioè una immagine condivisa».

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«Le famiglie ricostituite vivono un presente insieme, progettano un futuro insieme ma, a differenza della famiglia di origine non hanno un passato, hanno un passato diverso. Prima di accettare la formazione di un nuovo nucleo famigliare è auspicabile che il vissuto emotivo che nasce dalla rottura del matrimonio possa essere elaborato dai figli e ciò necessita tempo».

«A sua volta è importante lasciare spazio per elaborare la delusione che nasce quando si comprende che il sogno di vedere i propri genitori di nuovo assieme viene infranto dalla presenza del nuovo compagno».

2. UN PASSAGGIO GRADUALE

«Per mettere delle basi concrete e durature il consiglio è di non compiere azioni azzardate o peggio sbagliate nei tempi. Se desideriamo dare un possibile futuro al nuovo amore, certi che sia un amore che ha una possibilità, le fasi della presentazione, conoscenza e frequentazione non vanno saltate ne mescolate».

3. ATTIVARE UN APPROCCIO “SOFT”

«Alcuni importanti “tratti” positivi che il nuovo partner dovrebbe seminare in questo processo di crescita relazionale sono sicuramente: “l’empatia, il non stare sulla difensiva, l’evitare di giudicare, l’accettare i figli del partner per quello che sono, l’aprirsi al cambiamento della quotidianità, l’avere un’identità salda negli errori (che saranno inevitabili) e non assumersi responsabilità che non competono al nuovo compagno/a” (A.O. Ferraris, Il terzo genitore. Vivere con i figli dell’altro).

Poiché non esiste una strada certa solo il tempo e la reciproca conoscenza decideranno quale potrà essere il tipo di rapporto dentro la nuova famiglia. Ogni nuovo assetto inizialmente porta sempre un po’ di confusione, attriti e incertezze. Per definire i ruoli e le regole capaci di dare stabilità al nuovo nucleo c’è bisogno di tempo. “Una curva ascendente e discendente che se alimentata da corrette scelte e vigile attenzione nel tempo può creare un nuovo Noi”».

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