Tutti i bambini devono essere felici: un libro sulla scuola, per maestri e genitori

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TUTTI I BAMBINI DEVONO ESSERE FELICI LIBRO

“Sono una maestra da quasi quarant’anni e continuo  a essere felice di esserlo, anche se non è facile, di questi tempi, perché bisogna resistere”. Comincia con queste parole Tutti i bambini devono essere felici. L’autrice, Antonella Meiani (nata a Milano nel 1958, insegna da quando aveva vent’anni) racconta, anche attraverso la sua, la storia di un altro maestro, e della sua scuola. Il maestro è Paolo Limonta, diventato famoso come braccio destro del sindaco Giuliano Pisapia, amato e venerato dai bambini della sua scuola. La sua scuola, è quella per la quale vale la pena “resistere”. A cosa? “A volte resistere alla cultura di certi adulti – scrive Antonella Meiani – della città, della televisione. Resistere vuol dire anche raccontarla, questa bella scuola pubblica, quotidiana e creativamente imprevedibile“.

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PER INSEGNANTI E GENITORI

Tutti i bambini devono essere felici – Storia di un maestro e della sua scuola (Terre di mezzo Editore, Collana Sconfinamenti, 140 pagine, 12 euro) è un vademecum fatto di aneddoti e racconti, post estrapolati dal profilo Facebook di Paolo Limonta, speranze e concretezza. Dovrebbero leggerlo non solo gli insegnanti ma anche i genitori, per un preciso motivo: lo trovate a pagina 32 e si chiama “triangolazione perfetta“, quella formata da “noi maestri, il bambino, i genitori“. Un risultato che risponde alla scommessa iniziale. All’inizio della sua carriera – racconta nel prologo Antonella Meiani – “è mai possibile, mi chiedevo, che i genitori entrino a scuola solo per colloqui e pagelle e non entrino mai per il gusto di stare tutti insieme o conoscere che cosa si fa nella classe accanto?”

LA CLASSE È UNA PICCOLA COMUNITÀ

Alla base della scuola di Paolo Limonta c’è il concetto di “comunità classe“, dove “si sviluppa il senso di appartenenza, si condividono i successi, l’allegria, le preoccupazioni, le paure, il cibo. Si rispettano le competenze e non si temono le contaminazioni […] In una classe comunità sono fondamentali l’inclusione, la pazienza, l’essere propositivi”. E includere vuol dire rispettare tutti – i bambini e gli adulti, i loro genitori, alleandosi con loro – per origini, condizioni e ritmi di apprendimento.

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UN MAESTRO SPECIALE

Inclusione e senso d’appartenenza, fiducia, ascolto: Paolo Limonta è convinto che maestre e maestri possano insegnare tutto questo. “Non è un maestro qualunque – spiega l’autrice – Paolo è un maestro che resiste, imperturbabile e convinto. Convinto che nella scuola, quella pubblica di qualità, le maestre e i maestri abbiano la responsabilità di mostrare ai bambini il primo modello di comunità, quello che si porteranno, ben impresso, per il mondo“.

Tutti i bambini devono essere felici, Terre di Mezzo Editore, 140 pagine, 12 euro
Tutti i bambini devono essere felici, Terre di Mezzo Editore, 140 pagine, 12 euro

PAOLO LIMONTA

“Grande e grosso, sorride senza stancarsi mai, ed è sempre tappezzato di bambini”. Leggetene la descrizione minuziosa attraverso le pagine e i racconti: entrate virtualmente nell’aula dove la porta è sempre aperta e dove si “adottano i nonni” come la signora Lea; scoprite come la sua figura aggreghi – fisicamente, ed è proprio il caso di dirlo – come una piazza, i bambini anche delle classi non sue, specialmente quelli più “difficili”, i bambini di tutta la scuola. Vogliono toccarlo, vogliono essere “suonati come una chitarra” (Limonta ne prende uno e lo mette a testa in giù, solleticandogli la pancia mimando l’uso delle corde). E vogliono ascoltare le storie inventate al momento sul bus che li porta in gita, racconti dove i personaggi di altre epoche assumono nomi e sembianze a loro familiari.

UNA CLASSE “SORRIDENTE”

Nel libro si racconta di un gruppo di piccoli studenti che ha creato “libri sensoriali” per il compagno non vedente, scatenando le sue trascinanti risate: una delle tante sfide quotidiane, coraggiose e premianti. Prendiamo spunto – maestri, genitori, e tutti noi che in un modo o nell’altro abbiamo a che fare con i piccoli – e raccogliamo la sfida più grande, quella che, sfogliando a ritroso le pagine, troviamo nell’introduzione dell’autrice Antonella Meiani: “Io spero che questo sguardo sulla scuola possa essere contagioso e faccia venire voglia di amarla, confinando in uno spazio sempre più piccolo il mito del quieto vivere, il qualunquismo, l’anaffettività che sempre più, negli ultimi anni, ho visto dilagare e che non sono utili ai bambini, non fanno bene alla scuola e non servono alla comunità di cui facciamo parte”.

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