“Terrible two” o “Wonderful two”? Come affrontare questa fase seguendo il Metodo Montessori

capricci due anni

MONTESSORI TERRIBLE TWO

Da oggi ospitiamo il contributo di Daniela Valente, fondatrice di Montessori4you e autrice diCome liberare il potenziale del vostro bambino”. In questo primo intervento ci parla di un momento con cui forse molte di voi si stanno confrontando: i “terrible two”, e cioè quando il bambino comincia a prendere coscienza della propria indipendenza e personalità. Cosa fare da un punto di vista educativo?

TERRIBLE TWO: I TERRIBILI DUE ANNI

Dopo i primi due anni passati a curare il vostro bambino per renderlo sempre più indipendente, eccovi di fronte a questo piccolo ometto che comincia a sentirsi una persona autonoma in sé e non più un prolungamento di mamma e papà e, tutto d’un tratto, non siete più voi ad spingerlo a fare da solo, ma è lui che vuol fare tutto da sé, che ne sia già capace o meno. Nei primi due anni di vita siete stati dei genitori che con una pazienza amorevole hanno accudito questo cucciolo d’uomo, l’hanno nutrito, l’hanno protetto, aiutandolo a divenire ciò che la natura aveva previsto: da bebè a bambino. Oggi il vostro bambino sa camminare e correre, non ha più bisogno di voi per mangiare, per spostarsi, né per raggiungere ciò che vuole, eppure è ancora lontano dall’essere autonomo. Come cambia allora il vostro ruolo?

Il vostro bimbo vuole fare tutto da solo e quando non riesce o gli viene impedito vive una grande frustrazione. Esercita sempre di più la propria volontà: ora sa esprimere quello che vuole e pretende che si faccia a modo suo. Sono momenti di grandi conflitti con i genitori: il bimbo si sente una persona autonoma e reclama il proprio diritto ad esserlo. Spesso oggi sentiamo chiamare questo periodo in modo denigrante “terrible two”, i terribili due anni, tanto temuti dai genitori. Io li definirei piuttosto “wonderful two”, i magnifici due: quella creatura indifesa che dipendeva in tutto e per tutto da noi si è trasformata in un bambino che ricerca la propria strada, la propria indipendenza. Il nostro bruco si è trasformato in una farfalla che ora vuole imparare a volare. È vero che può essere difficile per un genitore trovarsi davanti al proprio figlio che si oppone a tutto quello che gli dice: è il suo modo di dire “sono una persona non una bambola, voglio decidere io”. Come reagire allora?

METODO MONTESSORI CAPRICCI

Perché Montessori non ci parla dei terrible two e di cosa fare? Semplicemente perché questo atteggiamento negativo fa parte delle deviazioni descritte dalla dottoressa, non è uno stato naturale del bimbo come la moderna pedagogia vuole farci credere. Un piccolo uomo cresciuto naturalmente seguendo i propri istinti incanala le proprie forze alla ricerca di attività costruttive e non distruttive. Siamo allora noi genitori i terribili due e non il bambino!

PER APPROFONDIRE: Le Scuole Montessori di Milano, l’elenco

La dottoressa Montessori riteneva che fino a tre anni d’età un bambino non è in grado di obbedire volontariamente ad un comando a meno che esso sia in sintonia con il proprio volere e solo a partire dai tre anni questa capacità si sviluppa attraverso l’autodisciplina.

TERRIBLE TWO RIMEDI

Dovrete comprendere che vostro figlio sta crescendo ed è alla ricerca della propria personalità, del proprio io e per farlo esercita la propria volontà: è un fatto normale e sano. Cercate piuttosto di guidare questa forza verso attività costruttive, dando al bambino occupazioni reali, piccole responsabilità dove possa riuscire e dimostrare a noi e a sé stesso che sta diventando grande: chiedetegli di aiutarvi a portare la spesa, lasciate che sia lui ad aprire la porta di casa con le chiavi, dategli la possibilità di scegliere i propri abiti (magari tra una proposta limitata in modo che non voglia uscire in costume d’inverno), dategli la responsabilità di innaffiare una piantina, la sua pianta!

Vi posso assicurare che il vostro bambino diventerà presto il vostro miglior aiutante: chiedetegli di farvi dei piccoli servizi e fatelo con la stessa cortesia e serietà che utilizzereste con un adulto. I bambini sono gli essere umani più generosi e amorevoli con cui possiate avere a che fare. Attraverso il lavoro con voi apprenderà che è capace di fare delle cose, che è utile alla famiglia e che può donare agli altri come vi vede fare con lui.

 

fare attività insieme
fare attività insieme

TERRIBLE TWO COSA FARE

Nei momenti duri, quelli in cui si oppone a voi, cercate di comprenderne le ragioni profonde e invece di combattere l’atteggiamento e piegare artificialmente la sua volontà, spostate l’attenzione lontano dal problema sorto e cercate di proporgli un’alternativa che gli sia accettabile. Ad esempio se non vuole assolutamente mettere le scarpe per uscire e voi siete di fretta, invece di obbligarlo con la forza, spostate la richiesta: “Vuoi le scarpe blu o quelle rosse?”, “Apri tu l’auto della mamma? Per farlo dobbiamo uscire e per uscire servono le scarpe”.

Il dottor John Medina nel suo libro “Naturalmente intelligenti”, ci insegna come l’uso dell’empatia possa risolvere la maggior parte dei conflitti tra genitori e figli. Egli ci fa l’esempio della piccola Emily di due anni che, in coda all’ufficio postale con la mamma, comincia a fare i capricci perché vuole un bicchiere d’acqua. Invece di dire alla bambina che non è possibile ottenere dell’acqua in quel momento, oppure di dirle di smetterla e star zitta, Medina ci riporta il consiglio seguente, riconoscendo le sensazioni della bambina ed esprimendole empatia: “Hai sete, vero? Sarebbe proprio bello poter bere un bel bicchierone di acqua fresca. Vorrei tanto che la fontanella funzionasse, così ti tirerei su prendendoti in braccio e potresti bere finché vuoi”. L’empatia esercita un effetto calmante e il bimbo si sente compreso, allo stesso tempo capisce l’impossibilità del genitore di realizzare il suo desiderio nonostante ci sia la volontà di farlo.

Un altro punto essenziale per aiutare il bambino ad essere autonomo e quindi ad opporsi il meno possibile al genitore risiede nella preparazione dell’ambiente. In un ambiente non adatto a lui è impossibile per il bambino di occuparsi di sé da solo, creandogli una grande frustrazione a causa del divario tra la sua voglia di essere grande e l’impossibilità di far da solo. Più l’ambiente è di facile utilizzo per lui, più sarà grande la sua voglia di utilizzarlo e di fare con voi. Procuratevi gradini e rialzi in modo che possa accedere al piano della cucina e al frigorifero, lasciandogli l’accesso a piccoli snack che possa prepararsi da solo e alle stoviglie.

Scegliete dei rialzi che siano leggeri e che il bambino possa spostare da solo per accedere a ciò di cui ha bisogno e mettetene vari per casa in modo che possa accedere, ad esempio, ad ogni lavandino. In bagno mettete il suo dentifricio e il suo spazzolino in un luogo che gli sia accessibile, se non riesce a bere direttamente dal lavandino, dategli un bicchiere con il quale possa sciacquarsi la bocca. Per potersi lavare da solo, travasate un po’ di shampoo e di bagnoschiuma in due piccole bottigliette, in modo che possa farlo da solo usando una quantità limitata di prodotto.

LEGGI ANCHE: Come farsi aiutare in casa dai figli, i consigli dell’esperta

È necessario anche che l’ambiente sia ordinato, in modo che possa trovare e rimettere le cose a posto, bello e pulito. Se non create un posto dove appendere i cappelli, la giacca, gli abiti usati è molto probabile che il tutto finisca per terra.

La sua cameretta andrà preparata con cura in modo che sia un luogo accogliente, dai colori chiari e brllanti, ordinato e piacevole. Deve essere la “sua” camera, dove egli ha una totale libertà di movimento e di autonomia. Fate in modo che i giochi siano riposti in bella vista e divisi per soggetto.

Assolutamente da evitare sono bauli e scatoloni dove riporre tutti i giochi che creano un’apparenza di ordine, ma che in fondo sono una grande confusione per il bambino che non trova mai ciò che cerca. Limitate i giochi a disposizione: meglio una buona scelta tra giochi e materialiche una sovrabbondanza di cose che non lo aiutano nello scegliere la propria attività. È meglio tenere separati i giochi veri e propri dai materiali di apprendimento e dividereli per area tematica.

Create un angolo per la lettura che sia attraente e confortevole nella sua cameretta o nel luogo comune dove siete soliti leggere. I suoi libri vanno messi in modo che possa accedervi da solo. Lasciatene una selezione che cambierete quando vedete che i suoi interessi cambiano.

IDEE: Libri motivazionali per bambini, le 7 regole della felicità di Sean Covey

Il bambino deve avere la possibilità di accedere ai propri abiti per poter imparare a vestirsi da solo. Sono ottimi alleati cassettoni dove poter incollare una figura di ciò che ogni cassetto contiene in modo che possa prendere e riporre i propri abiti.

È fondamentale che il bimbo abbia a disposizione un tavolo con una sedia che siano della sua taglia per poter lavorare in comodità e autonomia. Scegliete mobili leggeri che possa spostare da solo, meglio se di colori neutri e chiari. Egli potrà scegliere se giocare per terra o sul suo tavolo a seconda dell’attività che vuole realizzare. È importante anche che abbia molto spazio libero a terra. Tenete quindi ben pulita la sua camera pensando che starà spesso sdraiato sul pavimento o sul tappeto.

Se siete soliti passare la maggior parte del tempo in una stanza specifica della casa,come ad esempio il salone, create anche li un piccolo angolo ordinato con qualche gioco e attività e fornitegli un luogo dove possa sedersi comodamente o sdraiarsi per terra e giocare restando insieme al resto della famiglia.

Daniela Valente

Facebook Comments
scriptsell.neteDataStyle - Best Wordpress Services