Bambini e bilinguismo: atteggiamenti corretti e comportamenti da evitare, il parere dell’esperta

BAMBINI E BILINGUISMO

Avete deciso di far imparare sin da subito una seconda lingua ai vostri figli. State calpestando un terreno ricco di opportunità per il bambino ma anche molto delicato: per questo è necessario sapere come muoversi, con le idee chiare sui comportamenti da adottare. Abbiamo raccolto il parere di Antonella Sorace, docente di Linguistica e di Linguistica Acquisizionale all’Università di Edimburgo e direttore di Bilingualism Matters, con due filiali negli Usa e 14 in Europa di cui tre in Italia (Bilinguismo Conta, a Milano, Trento e Siena).

«Le differenze tra una famiglia e l’altra possono essere molto forti – spiega l’esperta – ma in ogni caso è una buona idea fare imparare una lingua presto al proprio figlio: il cervello nel bambino, essendo in via di sviluppo, ha maggiore flessibilità, per questo è più facile apprendere (ma è possibile farlo anche da adulti)».

BAMBINI BILINGUE COME FARE

«Il bambino deve sentire parlare la lingua: per intenderci, mezz’ora la settimana non è abbastanza per impararla – dice la docente – Deve essere sottoposto a una quantità di input sufficiente, essendo adeguatamente coinvolto. Le lezioni di lingua per adulti non vanno certo bene per un bambino: il suo cervello non è ancora in grado di imparare attraverso lo studio esplicito della grammatica, è invece portato a imparare la lingua in modo implicito. Il bambino impara naturalmente: la lingua bisogna sentirla».

Per stabilire quanto tempo di ascolto della lingua sia necessario, è fondamentale osservare cosa fa il bambino, suggerisce l’esperta. «C’è molta differenza fra 4 ore noiosissime e 4 ore nelle quali il bambino si diverte e ha voglia di partecipare. Il secondo caso è chiaramente molto più utile ai fini dell’apprendimento. Si tratta comunque di un numero basso di ore, ma si può pensare di iscrivere il bimbo a una scuola straniera, esistono anche asili bilingue dove si può sentire molto di più la seconda lingua, e alcune scuole dove viene insegnato tutto in inglese».

Bambini bilingui: crescere parlando più di una lingua
Bambini bilingui: crescere parlando più di una lingua

«Ci sono dei programmi, non solo in Italia, dove si introduce l’inglese. Anche solo per un’ora a settimana: per sensibilizzare il bambino è già qualcosa, ma per l’apprendimento vero e proprio occorrono altri strumenti. Anni fa, per esempio, abbiamo portato avanti un programma, finanziato dalla Comunità Europea, per le famiglie monolingue che non iscrivono il figlio a una scuola straniera: l’idea era che i genitori fossero coinvolti nell’apprendimento linguistico insieme al bambino. Il programma si svolgeva a casa, da fare tutti insieme in famiglia. In Italia è andato bene: la stragrande maggioranza ha scelto l’inglese e l’hanno trovato molto utile; è stato un esperimento per vedere come motivare l’apprendimento linguistico in età precoce».

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Per provare a replicarlo a casa propria? «Si può ricorrere a cartoni, libri, internet – suggerisce l’esperta – ma sarebbe bene avere una persona di madrelingua che segua ogni tanto la famiglia. Per esempio noi nella nostra famiglia avevamo una baby sitter che parlava italiano: i miei figli sono cresciuti bilingui».

Un suggerimento per le famiglie italiane: «Basterebbe cercare una studentessa inglese, che passa del tempo con i bambini parlando esclusivamente inglese. Non è difficile trovarla».

FAMIGLIE BILINGUE

Come comportarsi, invece, se in famiglia mamma e papà sono di madrelingua diversa? «Parlare due lingue fin da subito è meno immediato di quello che sembra. Molte famiglie introducono prima l’una e l’altra soltanto in un secondo momento. Noi cerchiamo di dare l’informazione corretta a famiglie, scuole, politici, amministrazioni, operatori sanitari: se una famiglia ha la possibilità di parlare due lingue al bimbo, dovrebbe farlo fin dalla nascita, con fiducia. Il bambino gestisce tranquillamente le due lingue ed è una enorme opportunità per lui».

BAMBINI BILINGUE RITARDO LINGUAGGIO

Può capitare che il piccolo bilingue impari a parlare più tardi? «Sia nel caso di bambini che imparano due lingue dalla nascita sia in quello del bambino immigrato che deve imparare la lingua del paese ospitante, può verificarsi un periodo in cui il piccolo parla poco o nulla, ma non è un problema: sta immagazzinando sempre più input, poi parlerà», assicura Antonella Sorace. «Se il periodo di silenzio continua per molto tempo, allora bisognerà pensarci e rivolgersi a uno specialista. Ma non bisogna pensare immediatamente a un disturbo del linguaggio. La comparsa del linguaggio produttivo può essere ritardata ma non bisogna preoccuparsi».

Cosa possono fare i genitori per monitorare l’apprendimento del bimbo? «Tenerlo d’occhio, senza allarmarsi immediatamente: se ci rendiamo conto che capisce tutte e due le lingue, quello è un buon segno. Ricordo che il problema nella stragrande maggioranza dei casi non c’è. Il bilinguismo non aumenta le possibilità di avere un disturbo del linguaggio», conclude il direttore di Bilingualism Matters.

 

 

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