‘Noi ci vogliamo bene’: Marco Bianchi ci racconta il suo nuovo libro a misura di Wannabemum

NOI CI VOGLIAMO BENE LIBRO MARCO BIANCHI

«Mai avrei pensato di scrivere un libro tutto dedicato all’alimentazione delle future mamme, ai trucchi per far fronte alla nausea gravidica o agli attacchi di fame improvvisi, e poi al mondo dello svezzamento, alle pappe e al latte materno… eppure eccomi qui». Marco Bianchi lo dichiara nella prefazione di “Noi ci vogliamo bene” (Mondadori), ultimo dei 14 libri di cui è autore, tutti dedicati alla cucina della salute. Che vuol dire piatti “belli e buoni”, ovvero gustosi, equilibrati e sani. Tutti lo conoscono come lo chef scienziato: classe 1978, divulgatore della Fondazione Umberto Veronesi,  dallo scorso 25 settembre è papà di una splendida bambina di nome Vivienne. “Noi ci vogliamo bene” lo abbiamo sentito subito familiare: sembra scritto pensando a noi wannabemum. È un manuale che accompagna per mano le future mamme e i futuri papà, organizzato per trimestri: i 9 mesi mesi nella pancia, i 9 mesi nel mondo, con oltre cento ricette suddivise tra quelle per la mamma (per il primo, secondo e terzo trimestre di gravidanza) e quelle per il periodo dello svezzamento (primo trimestre, dal settimo mese; secondo trimestre, dal decimo mese; ricette con proteine animali, da proporre dopo l’anno di età) nella doppia versione “per il bebè” e “per mamma e papà”.

Babyporridge nelle versioni per il bebè e per mamma e papà - Noi ci vogliamo bene
Babyporridge nelle versioni per il bebè e per mamma e papà

«Nel libro descrivo anche la mia avventura come papà – ci racconta l’autore, sfoggiando un gran sorriso – Un trasporto di emozioni che è andato dal 7 febbraio, quando abbiamo fatto il test, fino al 25 settembre, giorno in cui è nata Vivienne. Quindi alla fin fine credo che la vera novità di questo lavoro editoriale sia sicuramente la parte emozionale».

Nel capitolo “Ricette con proteine animali” non abbiamo visto traccia di carne, né bianca né rossa. Cosa consigli alle wannabemum sul “fronte proteine”?

Uno svezzamento prevalentemente a base di proteine vegetali per il primo anno e mezzo di vita, come consiglia la Società Italiana di Pediatria, che invece sconsiglia uno svezzamento a base di proteine animali. Dopo l’anno e mezzo si può introdurre la carne all’interno di una varietà di alimenti: così puoi insegnare a tuo figlio a consumare del pesce, le diverse combinazioni di proteine vegetali (cereali integrali e legumi), e a saper distinguere un formaggio grasso da un formaggio magro, portandoli in tavola nella giusta quantità. Dato che io e mia moglie non consumiamo carne e derivati, la scelta per Vivienne sarà ovviamente quella di non consumare carne in casa. Che poi fuori andrà a mangiarsi un hamburger io non potrò negarlo! Ma finché sarà in casa, mangerà come noi: sostituiamo le proteine della carne con le proteine dei latticini ben studiate equilibrate, le proteine vegetali e le proteine del pesce.

Quindi applicherai per Vivienne  la stessa combinazione di alimenti che consigli per gli adulti. 

Assolutamente. Già da neonati, introducendo determinati alimenti durante lo svezzamento, e ancor prima nella pancia della mamma, come spiego nel libro, è possibile fare prevenzione. Perché nei primi due anni di vita si crea nei bambini la cosiddetta “memoria cellulare” che poi torna a farsi sentire a distanza di 8 anni, in età scolare. Ad esempio la leucina, che è un aminoacido presente in tutti i cibi di origine animale, se introdotta in grandi quantità nei primi due anni di vita va a stimolare la produzione di un gene che risulta ad oggi quello che predispone all’obesità in età scolare. In altre parole: “ingozzando” un bambino di carne e formaggi nei primi due anni di vita – non andiamo troppo lontano: basti pensare ai due omogeneizzati al giorno, al cucchiaio o due di Grana nella pappa – gli si danno troppe proteine e lo si predispone a obesità in età scolare. La leucina è contenuta in tutti i prodotti di origine animale, quindi attenzione anche al pesce: infatti Vivienne non assumerà neppure il pesce in questo primo anno e mezzo.

Il dottor Massimo Agosti, pediatra neonatologo, nel libro dà preziosi contributi in merito…

In “Noi ci vogliamo bene” ho coinvolto il professor Agosti, il pediatra di Vivienne, insieme ad altri professionisti. Lui ci ricorda che la dentizione e in particolare i canini arrivano attorno ai 2 anni, addirittura anche ai 3 anni, per alcuni bambini. E i canini sono quelli che nascono per strappare la carne. Quindi è la natura stessa che non dà la possibilità al bambino, fino a quell’età, di mangiarla.

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“Noi ci vogliamo bene” è un invito a fare prevenzione a tavola. Non a caso hai intitolato la prefazione del libro “Il cibo è amore”.

Per questo ho lanciato sui social l’hashtag #noicivogliamobene: è quello a cui sono più legato assieme a #iomivogliobene, perché secondo me tutto prima deve partire da se stessi, dal volersi bene a sfera completa. Prima impari a volerti bene e poi puoi pensare di voler bene a qualcun altro.

E hai dedicato un particolare ringraziamento ai tuoi genitori. Come li vedi, adesso che sei diventato papà?

Sono stati dei genitori molto bravi, lo sono tuttora e sono dei favolosi nonni per Vivienne. E dal punto di vista dell’alimentazione sono davvero in gamba, perché a 65, 70 anni sono stati capaci di “rieducarsi” a livello alimentare. Sono orgoglioso della loro dispensa!

I nonni si prendono cura dei piccoli, sono dei perfetti “wannabemum”. Hai un ricordo legato a uno dei tuoi che vuoi condividere con noi?

Ne ho uno che porto con me tutti i giorni, perché è legato al mio sorriso. Mia nonna mi ha sempre detto, fin quando era in vita, “Che bel sorriso che hai, mi raccomando sorridi sempre perché conquisti chiunque”. Io seguo il suo insegnamento! E non mi riesce difficile: faccio un lavoro che mi piace da matti, ho una vita che mi dà soddisfazione, sorrido perché sono felice veramente.

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