Rwanda, lo spettacolo teatrale sul genocidio africano di Marco Cortesi e Mara Moschini

RWANDA SPETTACOLO TEATRALE

“Avevo solo due scelte: fuggire o lottare. Ho scelto la seconda”.

Chi parla è Augustin Maniriho, uno dei protagonisti dello spettacolo teatrale “Rwanda”, in scena giovedì 18 febbraio a Baranzate. Non amo scrivere in prima persona, non lo faccio mai, ma qui ci tengo proprio a dire che è uno degli spettacoli più forti e potenti che io abbia mai visto. Consiglio vivamente a tutte le Wannabemum con figli di 14 anni o più di portarli a vederlo e di regalare il biglietto ad amiche e parenti, ma anche di andarci voi soli e di consigliare agli insegnanti della scuola dei pargoli di chiedere di replicarlo nel loro istituto. Il tutto dura neanche un’ora e venti, la scenografia è essenziale così come le luci, la musica e gli abiti di scena. Ma io potrei dirvi ad oggi di che colore era la giacca di Paul, marito di Cecile, quando viene fermato al posto di blocco, come se l’avessi visto con i miei occhi nel momento stesso in cui gli sparavano. Non ho mosso un muscolo dalla sedia finchè i due attori non hanno smesso di parlare, e quando si sono spentele luci sulll’ultima scena mi è sembrato che fossero passati dieci minuti dall’inizio.

RWANDA DIO è QUI

Aprile 1994: ha inizio il genocidio più veloce e sistematico della storia dell’umanità. Quasi un milione di vittime e un solo nome capace di rievocare il grido di migliaia di volti: Rwanda.

Il governo di Kigali parlerà di 1.174.000 morti, ma la maggior parte degli storici sono concordi nello stimare una cifra di800.000 vittime. A colpire, oltre alla quantità, è anche la “velocità”: 10.000 morti al giorno, 400 cadaveri all’ora, 7 corpi al minuto, un omicidio ogni 10 secondi. Per fare un esempio che restituisca il senso delle proporzioni: 11 settembre, le Torri Gemelle cadono. Muoiono 3000 persone. Il mondo si ferma. 6 aprile: in Rwanda per 104 giorni caddero 3 torri gemelle ogni giorno. Tutti i santi giorni. Il più veloce e sistematico genocidio della storia umana.

All’interno dello scenario di una delle pagine di Storia più controverse e dimenticate del XX Secolo, questo spettacolo racconta una straordinaria vicenda di coraggio, fratellanza ed eroismo che vide uniti un uomo e una donna con un’unica missione: fare la cosa giusta.

“Mentre il mondo si voltava dall’altra parte per non guardare, Augustin e Cecile presero le parole ‘Hutu’ e ‘Tutsi’ e le soffiarono via nel vento. Afferrarono un pezzo di legno e sulla terra rossa del Rwanda scrissero ‘Umugabo – Uomo’ e ‘Umugore – Donna’. Non furono eroi né salvatori, con loro non c’erano bandiere o vessilli e al loro fianco non camminavano santi o martiri”.

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MARCO CORTESI E MARA MOSCHINI

Marco Cortesi è attore e regista. Diplomato presso l’Accademia D’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma alterna l’attività attoriale con la sua produzione teatrale come attore monologante di teatro civile ed il lavoro come autore e attore in tv (con il programma “Testimoni” per Rai Storia da lui ideato e interpretato). Al suo fianco l’attrice e autrice Mara Moschini.

TEATRO CIVILE MARCO CORTESI

Data la sua natura di spettacolo di teatro civile e di narrazione, “Rwanda” presenta un impianto scenografico/logistico volutamente minimale. La rappresentazione non presenta scenografie né utilizzo di musiche di scena o proiezioni video ed è perciò adatta a qualsiasi spazio che presenti buona visibilità da parte del pubblico. Lo spettacolo è totalmente indipendente sul versante audio e luci (nessun service audio/video necessario). Lo spettacolo inoltre non presenta alcun tipo di materiale protetto da SIAE (nulla è dovuto alla Società Italiana Autori ed Editori per la sua messa in scena). Per questo può essere replicato dovunque, su richiesta.

MARCO CORTESI FACEBOOK

Website: www.marco-cortesi.com
Email: info@marco-cortesi.com
Cell: 347.4940452

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