Una giornata di volontariato con Bookcity Milano, viaggio nelle “città invisibili” dei bambini

LA GRANDE FABBRICA DELLE PAROLE LABORATORIO

Può un gruppo eterogeneo di bambini dagli 8 agli 11 anni confrontarsi con un capolavoro gigante come “Le città invisibili” di Calvino, divertendosi e addirittura entusiasmandosi? Posso dirvi che la risposta non affatto scontata è sì, e per fare in modo che accada – credetemi – serve una magia di quelle da fata Turchina. Io questa magia l’ho vista, anzi, ho avuto l’onore di prendervi parte, qualche giorno fa. Durante il laboratorio organizzato da La Grande Fabbrica delle Parole, per Bookcity Milano 2015, le bimbe che vedete nella foto in alto, insieme a una decina di altri piccoli scrittori, hanno rivisto a modo proprio il romanzo di Calvino.

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Sono venuta a contatto con la Grande Fabbrica delle Parole ormai quasi due anni fa. Mi trovavo tra gli stand di Fa’ la cosa giusta e sono inciampata nel retino per le farfalle di una volontaria che mi ha invitata a “pescare la mia parola“. Dal retino ho tirato fuori un foglietto con su scritto “sorpresa” e vi assicuro che sorpresa lo è stata davvero. Quando gli impegni (troppi) me lo permettono scappo in questo luogo sospeso, sui Navigli, fatto di penne e fogli, libri, cuscini morbidi sui quali i bimbi si siedono per ascoltare, e gente simpatica e “vera” disposta a donare il proprio tempo mossa dalla passione di creare anche solo un nuovo piccolo grande lettore.

Laboratorio di scrittura alla Grande Fabbrica delle Parole
Laboratorio di scrittura alla Grande Fabbrica delle Parole

VOLONTARIATO BAMBINI MILANO

Prima che mi dimentichi, se anche voi siete amanti di scrittura, lettura, illustrazione: in altre parole se adorate il mondo delle parole, ecco qui il Form volontari della Grande Fabbrica delle Parole. Ogni laboratorio è diverso dall’altro, e questo soprattutto grazie ai bimbi che lo animano: avete mai sentito una storia raccontata alla stessa maniera da due bambini diversi? Ecco, io no. E scommetto neppure voi! Al laboratorio delle “Città invisibili” ho letto alcuni passi del libro ai bambini – incredibile quanto riescano a stare attenti dentro il magico spazio dell’ex Fornace sul Naviglio Pavese che ospita la Grande Fabbrica – e poi loro, in piccoli gruppi, hanno messo insieme le idee per creare la propria città invisibile. E l’hanno costruita, anche (io non ne sarei mai stata capace!), come potete vedere nella foto qui sotto: usando materiali di recupero, colla, nastro adesivo, tappi di plastica, cartoncino, nastri e pennarelli hanno dato una forma alle città appena ideate.

Le "città invisibili" create dai bambini
Le “città invisibili” create dai bambini

E infine… si sono messi a scrivere. A raccontarle, le loro città invisibili. Quelle che sono venute fuori dalle loro piccole menti sono storie incredibilmente fantasiose e… incredibilmente attuali. Racconti dove le città hanno “le case basse e lunghe per accogliere gli immigrati” oppure “sono sospese sulle nuvole fra due cieli che cambiano colore ogni ora“. Città “attraversate da un fiume di cioccolato, dove ogni mattina gli abitanti ci pucciano dentro i biscotti” e nelle quali “i soldi non esistono, le cose si scambiano con il baratto, l’elettricità e il gas sono gratis e gli alberi producono solo frutta bio”!

Quanto ci hanno messo a fare tutto questo? Due ore, sì, due ore soltanto per entrare virtualmente dentro il romanzo di Calvino, farcisi dentro una bella passeggiata, uscirne, inventarsi quattro città invisibili quattro, costruirle, raccontarle per iscritto con dovizia di particolari. Ve l’avevo detto che lì dentro succedono le magie…

 

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